ADESSO L'ARGINE SI E' ROTTO. ED HO PAURA
Adesso l’argine si e rotto. Ed ho paura.
Non vi è più nulla che possa ostacolare lo spudorato dispiegarsi della mano invisibile del potere. Adesso viaggia a tutto gas nel deserto arido della politica italiana. La cultura di destra ha vinto. I potenti hanno vinto. Da oggi in poi nulla sarà più come prima. Prima che la cultura di Sinistra fosse distrutta attraverso l’astuta strategia di chi l’ha condotta al suicidio.
Occorre rendere onore al vincitore e prenderne atto. Berlusconi ancora una volta mostra al mondo di essere l’abile stratega della politica italiana. L’unico. Al pari di Ulisse ha piazzato il suo cavallo di razza nel campo del nemico e gli avversari se ne sono innamorati.
Nessuno si è curato del pericolo. Il galoppo era bizzarro così, uno per volta, i suoi nemici sono tutti caduti da cavallo. Una caduta rovinosa, irreparabile, paralizzante. Una botta mortale che ha prodotto un coma irreversibile, vegetativo, permanente.
Il cavallo ha vinto, mentre i cavalieri sono morti.
Adesso l’argine si è rotto. Ed io ho paura.
Ho sbagliato. Ho sbagliato a pensare che non avrebbe mai accettato una staffetta senza il voto. Ho sbagliato a pensare che una manovra di palazzo avrebbe corso il rischio di bruciarlo. Sono una stupida. Non c’è questo rischio se c’è una sola squadra. E’ come nel calcio, accidenti: per fare allenamento occorre usare due casacche. Una finta partitella per provare i giocatori. Una farsa. Sono un'imbecille.
Proprio io che l’ho sempre chiamato Renzusconi. Gori e Verdini frequentavano Firenze da più mesi: ma a fare che, se non per portarlo a governare? C’è da assalire la Costituzione. C’è da portare a casa il presidenzialismo. C’è da imbavagliare la magistratura. C’’è da salvaguardare il conflitto d’interessi. C’è da distruggere quel poco che resta dei contratti nazionali di lavoro. E del sindacato. Perché il vero obiettivo è restituire al capitalismo tutto quello che ha concesso (in termini di diritti e di salario) quando era ancora vivo il comunismo siberiano. E bisogna farlo adesso.
Adesso che l’argine si è rotto. Ed io ho paura.
Tutto è pronto. Sarà facile. Sarà il tripudio della demagogia. Sarà bello vedere la gente soccombere mentre osanna il suo carnefice. Via il finanziamento pubblico ai partiti. Via il Senato. Via le Province. Via le prerogative del Parlamento. Via tutto ciò che intralcia l’attività del Governo, perché a chi frega francamente tutto questo? Nessuno osa più nominare la parola “democrazia”. Un lusso da intellettuali un po’ snob, nel regno del fare.
Dividi ed impera. Diritti e giustizia non fanno più parte del lessico popolare. La solidarietà di classe è stata soppiantata dal benessere individuale che un’astuta cultura di massa ha fatto coincidere col possesso di una serie infinita di roba senza senso. Nessuna appartenenza di ceto. Il disagio sociale è una vergogna. Siamo tutti in classe media. Ognuno si prende cura di sè, inerme e solo di fronte al bisogno e al ricatto aziendale. E’ un buon momento per Marchionne.
Adesso che l’argine si è rotto. Ed io ho paura.
Si salvi chi può. Perché il welfare non si salverà. E il nuova che avanza darà il via al più grande processo di privatizzazioni della storia della Repubblica. E le liberalizzazioni saranno un totem.
Adesso che l’argine si è rotto. Ed io ho paura.
Non vi è più nulla che possa ostacolare lo spudorato dispiegarsi della mano invisibile del potere. Adesso viaggia a tutto gas nel deserto arido della politica italiana. La cultura di destra ha vinto. I potenti hanno vinto. Da oggi in poi nulla sarà più come prima. Prima che la cultura di Sinistra fosse distrutta attraverso l’astuta strategia di chi l’ha condotta al suicidio.
Occorre rendere onore al vincitore e prenderne atto. Berlusconi ancora una volta mostra al mondo di essere l’abile stratega della politica italiana. L’unico. Al pari di Ulisse ha piazzato il suo cavallo di razza nel campo del nemico e gli avversari se ne sono innamorati.
Nessuno si è curato del pericolo. Il galoppo era bizzarro così, uno per volta, i suoi nemici sono tutti caduti da cavallo. Una caduta rovinosa, irreparabile, paralizzante. Una botta mortale che ha prodotto un coma irreversibile, vegetativo, permanente.
Il cavallo ha vinto, mentre i cavalieri sono morti.
Adesso l’argine si è rotto. Ed io ho paura.
Ho sbagliato. Ho sbagliato a pensare che non avrebbe mai accettato una staffetta senza il voto. Ho sbagliato a pensare che una manovra di palazzo avrebbe corso il rischio di bruciarlo. Sono una stupida. Non c’è questo rischio se c’è una sola squadra. E’ come nel calcio, accidenti: per fare allenamento occorre usare due casacche. Una finta partitella per provare i giocatori. Una farsa. Sono un'imbecille.
Proprio io che l’ho sempre chiamato Renzusconi. Gori e Verdini frequentavano Firenze da più mesi: ma a fare che, se non per portarlo a governare? C’è da assalire la Costituzione. C’è da portare a casa il presidenzialismo. C’è da imbavagliare la magistratura. C’’è da salvaguardare il conflitto d’interessi. C’è da distruggere quel poco che resta dei contratti nazionali di lavoro. E del sindacato. Perché il vero obiettivo è restituire al capitalismo tutto quello che ha concesso (in termini di diritti e di salario) quando era ancora vivo il comunismo siberiano. E bisogna farlo adesso.
Adesso che l’argine si è rotto. Ed io ho paura.
Tutto è pronto. Sarà facile. Sarà il tripudio della demagogia. Sarà bello vedere la gente soccombere mentre osanna il suo carnefice. Via il finanziamento pubblico ai partiti. Via il Senato. Via le Province. Via le prerogative del Parlamento. Via tutto ciò che intralcia l’attività del Governo, perché a chi frega francamente tutto questo? Nessuno osa più nominare la parola “democrazia”. Un lusso da intellettuali un po’ snob, nel regno del fare.
Dividi ed impera. Diritti e giustizia non fanno più parte del lessico popolare. La solidarietà di classe è stata soppiantata dal benessere individuale che un’astuta cultura di massa ha fatto coincidere col possesso di una serie infinita di roba senza senso. Nessuna appartenenza di ceto. Il disagio sociale è una vergogna. Siamo tutti in classe media. Ognuno si prende cura di sè, inerme e solo di fronte al bisogno e al ricatto aziendale. E’ un buon momento per Marchionne.
Adesso che l’argine si è rotto. Ed io ho paura.
Si salvi chi può. Perché il welfare non si salverà. E il nuova che avanza darà il via al più grande processo di privatizzazioni della storia della Repubblica. E le liberalizzazioni saranno un totem.
Adesso che l’argine si è rotto. Ed io ho paura.

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