L'AFRICA AGLI AFRICANI
Chi ha distrutto il tempio di Baalshamin a Palmira, uno dei capolavori dell'antichità? Materialmente i fanatici dell'Isis ma in realtà anche gli americani e i loro alleati, italiani inclusi, che invece di lasciare che gli iracheni e i siriani si tenessero i regimi che si meritavano, ossia le dittature di Saddam Hussein e di Assad, hanno pensato bene di intervenire, salvo poi tirarsi indietro quando è diventato evidente che solo con un apparato repressivo come quello di Saddam e Assad si potevano mantenere l'ordine e la convivenza civile. Altro che esportare la democrazia. Colpevoli però anche gli stessi iracheni e siriani, incapaci di proteggere le loro bellezze e di lottare per costruire dei paesi migliori (magari frantumati in più paesi autonomi) ma pronti a massacrarsi in un'eterna guerra civile, oltre che a moltiplicarsi irresponsabilmente (hanno due dei più alti indici di fertilità al di fuori dell'Africa).
Poco importa che dietro a tutto questo ci sia il neocapitalismo globalista, che per imporre su scala planetaria il suo consumismo sta spazzando via culture, comunità e sistemi ecologici e etici diversi da quelli occidentali ma che avevano assicurato pace e equilibrio a vaste regioni.
I popoli che collaborano alla propria omogeneizzazione o che si fanno corrompere possono essere capiti ma non sono innocenti.
Soluzioni? Una sola: smettere di impicciarci di questioni che non ci riguardano, abbandonando ogni velleità di azione militare ma anche interrompendo i rapporti commerciali e umanitari (che poi sono spesso la scusa per successive ingerenze commerciali o militari).
Il Medio Oriente ai mediorientali, l'Africa agli africani: una nuova dottrina Monroe (l'America agli americani fu il suo slogan) estesa a tutte le regioni.
Preoccupiamoci di riaffermare e difendere i nostri valori qui: è già così difficile; senza pretendere che altri li comprendano o condividano e senza fingere emozioni per scelte che non faremmo e che infatti non sono nostre.
So bene che non avverrà: enormi gli interessi delle multinazionali che controllano il governo degli Stati Uniti e buona parte dei governi europei. Però sarebbe ora che la responsabilità dei futuri disastri ricadesse su di loro, senza l'alibi delle pressioni di un'opinione pubblica manipolata dai media con un abile dosaggio di scene di dolore e di distruzione.

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