SINISTRA E RELIGIONE
Di Francesco Erspamer
La religione è l’oppio dei popoli, scrisse Marx. Ma la sinistra ha sbagliato (semplificando peraltro il significato della frase) a lasciarne lo spaccio in esclusiva alla destra e ai boyscout consentendo così al capitalismo di promuovere il sistema sociale più materialista e amorale della storia e al tempo stesso fingersi difensore dei tradizionali valori spirituali. A maggior ragione in questi ultimi decenni di accelerazione della spinta verso un consumismo compulsivo e globalizzato.
Ascoltando le reazioni fra l’attonito e l’isterico dei parlamentari e simpatizzanti del partito repubblicano e in particolare della “Christian right” durante e dopo il discorso di papa Francesco al Congresso degli Stati Uniti, osservando i loro volti contratti in una smorfia di irritazione, si capisce che più di ogni altra cosa temono che il commercio dell’oppio per le masse gli sfugga di mano, dopo decenni in cui è servito a procurare alla gente lo stordimento necessario a farle passivamente accettare l'abbassamento della qualità della vita e la distruzione delle sue comunità di riferimento, dell’ambiente, della democrazia reale. Penso che la sinistra debba cambiare tattica e, senza necessariamente diventare credente, accorgersi che la Chiesa e le religioni possono diventare dei preziosi alleati nella lotta contro la cieca avidità dei ricchi e delle multinazionali e per la sopravvivenza del pianeta e della civiltà.

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