STRAGE DI PARIGI
Non dobbiamo cadere nella trappola dello "scontro di civiltà", ma non possiamo certo starcene a guardare nell'attesa che qualche manipolo di invasati jjadisti ci piazzi le bombe sui treni.
Non possiamo più assecondare gli interessi americani che usano la guerra in Siria in chiave anti russa, né considerare "amici " i paesi del golfo (Arabia in testa) che finanziano L'ISIS contro la Siria di Assad.
L'effetto della nostra forza internazionale come singoli paesi europei è quello del pisello di un moscerino dentro il sedere di una balena: se fossimo uniti potremmo spiegare agli americani che i nostri interessi sono completamente diversi dai loro e agire di conseguenza per tutelare la nostra sicurezza (come sta facendo Putin).
Si possono sciorinare tutte le più fumose e attraenti teorie della pace e del diritto internazionale, ma nei rapporti tra stati, c'è solo una regola che vale: i forti decidono e i deboli si allineano.
Perciò ci sono due strade per affrontare la complessa realtà dei rapporti internazionali: ispirandosi al Vangelo oppure a Tucidide e Kant. I preti possono seguire la prima; i buoni statisti devono seguire la seconda.

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