IMMIGRAZIONE E ONG
Anche se in modo improprio, il magistrato di Catania ha posto questioni politicamente rilevanti che la politica dovrebbe indagare senza strumentalizzazioni, ma anche senza retorica, perché è logico ed opportuno porsi delle domande circa l'attività che le organizzazioni non governative svolgono in mare ai confini della acque territoriali della Libia per soccorrere i migranti che poi trasportano in Italia.
Più precisamente occorre capire:
1) come organizzazioni
private possano affrontare costi così elevati persino per gli Stati (si pensi a "Mare Nostrum") senza ipotizzare un ritorno in termine di profitto economico;
2) da chi sono finanziate queste ong ;
3) di che nazionalità sono queste ong;
4) se il numero dei morti sia diminuito a seguito dell'attività di soccorso di queste ong oppure no;
5) quanto spende annualmente lo stato italiano per la gestione dell'accoglienza dei profughi (nel 2017 si parla di uno stanziamento di bilancio di 4 miliardi di euro) ed a chi vanno questi soldi.
Sul piano politico e culturale non può non approfondirsi l'indagine sulla stretta connessione tra immigrazione e capitalismo; tra immigrazione e destabilizzazione del nostro sistema economico e dei diritti; tra immigrazione e ricaduta socio-economica sulle fasce più deboli della popolazione; tra immigrazione e sfruttamento; tra immigrazione e nuove terribili schiavitù; tra immigrazione e ricaduta socio-economica sui Paesi di provenienza degli immigrati.
È legittimo o è un tabù porsi queste domande: l"immigrazione a chi giova? Giova ai Paesi da cui questi migranti provengono oppure no? E' attraverso i processi migratori che si aiutano i paesi poveri o sarebbe meglio intervenire in un altro modo?

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