LO SCIOPERO È UN DIRITTO , UN GRIDO DI DISPERAZIONE CONTRO IL POTERE
Di Francesco Erspamer
Migliaia di romani indignati per lo sciopero degli autobus, pronti al linciaggio dei lavoratori e felici se li licenzieranno. Gli stessi che se ne fregano delle delocalizzazioni delle fabbriche e della svendita delle imprese italiane a multinazionali estere, gli stessi che hanno accettato passivamente lo stravolgimento della Costituzione e la privatizzazione della sanità e della scuola: adesso sperano nella privatizzazione dei trasporti perché i giornali dicono che il privato funziona meglio. Venissero in America a vedere, e senza andare nelle città dei benestanti e dei turisti ma nell'America vera, dove infatti non si può più scioperare o iscriversi a un sindacato e si è licenziati in qualsiasi momento e per qualsiasi motivo, per esempio perché un ventenne lo si paga meno di un cinquantenne, e la sanità costa assurdamente e l'educazione pure e i trasporti pubblici semplicemente non ci sono, se non nelle metropoli. Gli scioperi devono dare fastidio: sono un grido di disperazione e una richiesta di solidarietà contro gli abusi del potere e l'avidità dei ricchi, lanciato a chi finora ha preferito l'indifferenza. Continuate a restare indifferenti, continuate a lamentarvi dei disagi provocati da chi protesta senza mai osare alzare un dito o la voce contro chi sta espropriandoci della democrazia, della dignità, dell'ambiente, della qualità della vita. Ma non illudetevi che prima o poi non tocchi anche a voi subire un'ingiustizia -- e sarete lasciati soli a subirla.
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