Tuesday, August 22, 2006

RAZZISTA IO?

Sono d'accordo con il post di Grillo pubblicato giorni fa sul suo blog: parlare in Italia di immigrazione è praticamente un tabù.
Eppure il tema è molto serio e si dovrebbe avere il coraggio (e la capacità) di affrontarlo senza ipocrisia.
In qualche modo, dovremmo cercare di aiutare queste popolazioni a crescere nei loro Paesi di origine, con cultura, tradizioni, abitudini mlto distanti dalle nostre. Non si tratta di essere estero-fobici o razzisti. Credo che certe politiche non possano essere troppo "ideologiche" , non si governa una comunità con la "pancia". Quando si amministra uno Stato occorre avere ben chiari i termini della questione da tutti i punti di vista: economico, sociale, culturale. C'è qualcuno nel Governo che ha in questo senso, una visione realistica di lungo periodo? Io penso di no.
Pensiamo alla Destra: da una parte i suoi parlamentari vorrebbero espellere tutti gli extracomuniari dal nostro territorio mentre dall'altra difendono gli interessi di chi sfrutta la manodopera di questi nuovi schiavi che costano poco, non protestano, non scioperano e non rompono le palle per la sicurezza sul lavoro. E' grazie al permanere di una diffusa e tollerata illegalità che le imprese hanno interesse ad assumerli.

Anche a Sinistra c'è qualcosa molto di stonato. La sinistra ha sempre difeso gli strati deboli della popolazione, ma oggi preferisce le battaglie astrattamente unamistiche, vagamente filantropiche, arroganti e un pò snob e non si accorge di avere abbandonato strati socialmente sofferenti della popolazione. Purtroppo, è un dato, a pagare maggiormente i costi sociali dell'immigrazione sono soprattutto i POVERI, gli strati più DEBOLI della popolazione e questo la sinistra non dovrebbe permentterlo.

Io penso sia giusto parlare di diritti degli immigrati, ma alla cittadinanza per nascita, per esempio, ci si arriva per gradi, con ordine e legalità, con servizi e strutture adeguate, rispettando i principi liberali della nostra Constituzione e non per proclami ideologici come si vuole fare oggi.

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