AUTOGOL
Alla manifestazione di Piazza Navona, Sabina Guzzanti fa il suo show, ma lo fa nel contesto sbagliato.
Personalmente, condivido pienamente quanto ha affermato. Politicamente e strategicamente no.
In politica contano i risultati e questi sono sotto gli occhi di tutti: l' occasione polemica che Sabina ha offerto agli oppositori della piazza, rischia di trasformare un sicuro trionfo in autogol. Basta leggere i giornali: i resoconti sulle sue invettive oscurano ampiamente il successo e la portata politica della manifestazione.
Purtroppo ai media questa volta non serve nemmeno manipolare, è tutto rendicontato dai video che impazzano sul web. Ma che cavolo c'entrava tirare fuori il papa? Persino un bambino può capire che mentre parlava di Ratzinger in realtà affossava Di Pietro: si vede che la Guzzanti è nata stratega.
In cinque minuti, tutto l'incasso politico che si era accumulato è svanito. Quella parte dei democratici che più è in sintonia coi girotondi (Bindi, Parisi, Colombo, ecc.) ne è uscita imbarazzata, disarmata, indebolita, mentre quella parte del PD che vuole rompere con Di Pietro ha già attivato le manovre verso un alleanza con Casini.
Forse ha ragione Travaglio, "qualunque cosa fosse accaduta, avrebbero scritto quel che hanno scritto", perchè l'asse politico - giornalistico si era preparato i commenti alla manifestazione molto prima. Ma non può essere che si compiano lo stesso certe ingenuità. Pochi italiani conosco Dante Alighieri e men che meno sanno che colloca all 'inferno un papa pure lui: Benedetto VIII.
La cartina tornasole della nostra cultura contemporanea ci è data da "Lucignolo" e non certo dalla Divina Commedia, a volte certi intellettuali sembrano dimenticarsene.
Il messaggio percepito è stato (purtroppo) un altro. Non doveva accadere.

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