Saturday, March 16, 2013

LA VOCAZIONE MAGGIORITARIA DEL GRILLISMO

Penso di avere sempre dimostrato una certa libertà di pensiero, un’anima critica che mi ha spesso portato a dire quello che pensavo a prescindere dalla mia appartenenza politica (se così si può dire). Ritengo perciò che non sia necessario che qualcuno mi aiuti ad aprire gli occhi per disvelarmi quella realtà che i partiti ed i media cercano di occultare con la loro retorica. Scrivo per promuovere un confronto e non per avere ragione a tutti costi.

La mia analisi parte dai fatti: la dietrologia ora è tempo perso, mentre i sermoni di apparato sono un ottimo esercizio di disciplina che non offre nulla di utile ad un dibattito politico che, ora più che mai, mi appare necessario.
Penso che la vocazione maggioritaria di Beppe Grillo sia legittima, ma rappresenti, allo stato, una grande ingenuità, poiché presuppone un sistema elettorale maggioritario (tipo quello dei comuni, o il doppio turno alla francese) che la casta, dopo il risultato acquisito del M5 Stelle alle ultime elezioni, non credo abbia voglia di votare. Se Grillo si ritira in un recinto massimalista e sbatte la porta ad ogni trattativa col PD, si ritroverà a competere all ’interno di un sistema proporzionale con tanto di preferenze, un sistema che gli permetterà di governare alle sue condizioni solo nel caso il M5 stelle prendesse il 50% +1 dei voti validi, un risultato che reputo impossibile.

Alla luce della ragione, penso farebbe meglio a capitalizzare l’ottimo risultato di febbraio, un consenso che gli dà la possibilità di tenere tutti per le palle (Napolitano, Bersani, Monti, i banchieri) e pretendere un primo ministro alla Zagrelbesky per fare quelle leggi ispirate all ’etica, alla laicità e ad una migliore distribuzione della ricchezza che un altro Parlamento, in altre circostanze, non farebbe mai.

Se ciò non accadesse, alle prossime elezioni Renzi ricompatterà quella cultura li-be-ri-sta, in-di-vi-dua-li-sta, pri-va-ti-sta che al momento ha preso uno schiaffone, ma che presto rialzerà la cresta per dare l' addio definitivo ad ogni possibilità di cambiamento. Sarebbe il colpo mortale per quel poco di sinistra che resta nel PD: Grillo pensa davvero che il suo elettorato gli perdonerebbe un simile colpo di grazia? Volere tutto, subito e alla propria maniera: è legittimo, ma mi fa riflettere e dire che in questa fase sia una pretesa irragionevole, sbagliata.

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