Monday, October 14, 2013

LA VIA MAESTRA



In ogni dove c’è una Salerno - Reggio-Calabria a ricordarti che il Belpaese non è solo bellezze mozzafiato, ma anche mala gestione, incuria, incompetenza, sperpero (per rimanere all’interno dei confini di un linguaggo consono): quella di noi romgnoli si chiama E 45, un’arteria appenninica con la carreggiata di una mulattiera che si snoda tra Ravenna e Terni. Percorrerla in autobus ricorda un po’ quel gioco da tamarri di tanti anni fa, dove tu salivi su un torello di plastica, infilavi la tua bella monetina e cercavi di rimanere sulla groppa della bestia che si muoveva indiavolata: effetto shaker e conati di vomito, ma non come quelli che mi provoca il Tg.
“No rita, non ne hanno praticamente parlato”, mi conferma mia mamma al telefono sbuffando la sua indignazione nei confronti di Bianca, l’erede di quel Berlinguer che a vedere la cortigianeria della figlia si rivolterebbe nella tomba.
Alle otto di sera so che ci hanno snobbati, oscurati, relegati nell’angolo dell’indifferenza, perchè la volontà di volere difendere la nostra Costituzione può essere contagiosa e diffondersi in tutto il Paese; questo si che sarebbe un guaio per il Governo, ora che anche gli ex comunisti sono d’accordo con Berlusconi di stravolgere la Costituzione secondo il modello presidenziale previsto nei piani di Licio Gelli.
Sul pulman di ritorno da Roma, capisco che era tutto calcolato, sceneggiato in ogni sua parte come in un grande colossal di Cinecittà: doveva andare in scena  il grande silenzio, e così è stato. La capitale era disseminata di camionette della polizia, celere dappertutto nel caso fortunato che qualche imbecille o inflitrato inscenasse quelle immagini di violenza tanto care alla tv. Ma così non è stato.
Migliaia di persone perbene hanno riempito Piazza del Popolo per dire che la Costituzione va applicata e non stravolta come vorrebbe la P2. Penso all’immagine della piazza stracolma e mi godo questa bella senzazione di “bene comune” che mi rende fiera di me stessa.
Forse per la prima volta, capisco il significato della parola PARTECIPAZIONE e me la godo. E' questo che vuole dire davvero affinchè abbia un senso: fare parte, prendere parte, essere parte organica di un progetto comune ad altri cittadini, dare una forma collettiva ad un' idea di società che è condivisa da miglia e miglia di persone come te.
Non mi farò rovinare questa splendida giornata da un manipolo di camerieri che si credono giornalisti, in fondo devo ringraziarli, perchè è difficile non riconoscere la propria dignità quando ci si raffronta con gente che ha la schiena così curva.
Guardo i miei compagni di viaggio e penso che oggi ho conosciuto persone meraviglise; il contatto fisico rimuove le diffidenze e permette di confrontarsi con gente che non si conosce per scoprire punti di incontro significativi, praterie di pensieri comuni che mettendoli insieme potrebbero ribaltare il potere politico come un calzino. Siamo un popolo intero che vuole una società diversa da quella che c’è, siamo tanti, ma siamo divisi, perchè la presunzione e la diffidenza reciproca, l’ingenuità e la scarsa consapevolezza dei nostri mezzi, l’illusione che non può essere così come sembra, finiscono sempre per disperderci contro i nostri interessi.
Penso che se capiamo questa debolezza è fatta. Il potere è terrorrizzato dall’incontro fisico, dall’esperienza collettiva nelle associazioni, nei partiti, nelle piazze ed è per questo che non le rappresenta, mentre osanna l’utilizzo del web e incita a “monologare” su facebook, dove ognuno sfoga il proprio protagonismo viscerale per poi rimanere nei propri recinti, o per dirla in altri termini, per i cazzi suoi.
Divide et impera. Mentre mi si chiudono chi occhi, penso ai romani ed a  come, da allora, non sia  cambiato niente. Facebook è una grande illusione ottica, ecco cos’è. Pensare ed agire: ecco cosa bisogna fare, da domani. Adesso so che occorre uscire dal proprio recinto, cucire relazioni vere, trovare una sintesi, uno spazio politico comune dove fare confluire il consenso necessario per cambiare il ceto politico, perchè solo così si cambiano le cose.  PARTECIPARE  è prendere parte di questo cambiamento, ma in carne ed ossa e non come un fantasma del web.
Intanto mi accuccio tra braccia di morfeo: realtà e sogno si mescolano, oggi ho passato una giornata meravigliosa e la cosa fantastica è che l’ho condivisa con i miei amici, la mia famiglia. Non c’è cosa più bella. Sono felice.

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