Friday, November 20, 2015

L'EUROPA HA UN PROBLEMA : TRA RETORICA DELL'IMMIGRAZIONE E PENSIERO UNICO

L'Europa ha un grande problema. E non parlo delle mire egemoniche e di guerra che animano il Califfato ( non solo),  ma di quel 5% di popolazione musulmana il cui silenzio sui fatti di Parigi è stato assordante.  L'Europa si deve interrogare sui fischi in Turchia, ma soprattutto sul muto compiacimento delle banlieue parigine.  
La questione dell'esclusione economica è cruciale, ma si incrocia con fattori culturali molto complicati e situazioni sociali fortemente problematiche che non possono essere adeguatamente affrontate con forme di banale multiculturalismo inadatto (anzi dannoso) ad affrontare la complessa questione del rapporto col mondo musulmano.  
Lo scontro diventa sempre più vicino e pericoloso, perché è endogeno (i terroristi sono perlopiù cittadini europei): non serve negare la mancata integrazione delle persone islamiche, è invece necessario un sistema di idee che ci liberi dalla retorica dell'immigrazione o dal conformismo del pensiero unico.
Analizzare il sistema applicando uno schema alternativo, razionale e marxista sarebbe una svolta:  la nostra civiltà è sempre più al traino di un'ideologia liberista che fa scempio delle nostre Costituzioni per affermare i principi del mercato che impoverisce le masse e gli toglie diritti. Per questo porsi la questione in termini strutturali in relazione alle enormi asimmetrie di potere e ricchezza che vi sono tra ricchi sempre più ricchi e poveri sempre più poveri, affrontare di petto le distorsioni sociali di una mancata distribuzione della ricchezza, difendere la cultura del welfare, diventa essenziale se non si vuole consegnare l'Europa al fascismo e cadere nella trappola dello scontro di civiltà.  
Il potere vive sempre nella perpetua adorazione di sé stesso, mentre le minoranze annaspano tra retorica pelosa e meschino populismo: soltanto chi è libero ed ha un bizzarro coraggio può fare giungere certe verità alle orecchie di chi non vuole sentire il realismo della ragione.

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