LA RELIGIONE È ' UN FATTO PRIVATO
Vorrei vivere in un mondo dove la religione è un fatto privato, permesso fin quando non infrange le leggi dello Stato.
I concetti religiosi mi sono estranei. Non mi interessa se uno è cristiano, musulmano o ebreo, non mi interessa se uno frequenta la moschea o la chiesa, mi interessa che rispetti le leggi ed i valori costituzionali sui quali si fonda lo Stato in cui viviamo.
Il modello di integrazione europeo è tutto da ripensare. La questione dei modelli culturali resta aperta e problematica e non mi pare possa essere adeguatamente affrontata con forme di irenico multiculturalismo inadatto (anzi dannoso) ad affrontare la complessa questione del rapporto col mondo musulmano, né si può trattare la strategia del terrore barbarico come la prerogativa di un manipolo di invasati psicologicamente disturbarti.
La religione (quale forma di verità rivelata) c'entra eccome, perché si presta ad essere strumentalizzata per imporre, con prepotenza, la "verità" su chi sia degno e chi indegno, siano essi infedeli, donne, gay o quant'altro.
Temo lo scontro religioso (che ci riporterebbe al Medio Evo) e sono per difendere col coltello tra i denti il pensiero illuminista, laico ed egualitario, che ha secolarizzato e forgiato la nostra civiltà contemporanea sancendo diritti, uguaglianza e libertà per gli i-n-d-i-v-i-d-u-i e non per le c-u-l-t-u-r-e (nessuna cultura può avere diritti perché si dà il caso che le culture possano avere diritti, senza che ne abbiamo le persone che vi appartengono).
L'Europa ha senso solo se porta avanti un neoumanesimo laico, razionale ed egualitario lontanissimo dalle religioni.

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