UNIONE DEI COMUNI
In Italia ci sono circa 8000 comuni. Da anni si sostiene che sono troppi, che bisogna accorparli, ma è vero? Se si volge lo sguardo oltre le Alpi si scopre che in Francia c'è ne sono ben 36.000, mentre la virtuosa Germania ne conta quasi 12.000.
Nell'attesa che l'accorpamento si realizzi (sic!) si sono inventate le Unioni dei Comuni, enti di secondo livello i cui organi di decisione non sono eletti dai cittadini, ma da sindaci e consiglieri comunali e quindi sostanzialmente, dalle segreterie dai partiti: a tali enti, i Comuni trasferiscono tutte le loro competenze e le loro decisioni, mortificando i consigli comunali ed il principio della rappresentanza democratica.
Si parla tanto di semplificazione, di "sburocratizzazione", ma poi si aggiungono nuovi livelli amministrativi (appunto le Unioni dei Comuni) a quelli che già esistono (Comuni, Province, Città Metropolitane, Regioni) e per giunta con la caratteristica di non essere eletti dai cittadini e privi di quelle qualità necessarie a realizzare quel processo identitario che lega i cittadini al proprio territorio e all'ente che lo dovrebbe governare: per svolgere in modo associato determinate funzioni e servizi, non c'è bisogno di costituire un nuovo ente "politico" artificioso e strumentale alla sola gestione del potere, basta fare delle convenzioni tra comuni o istituire dei consorzi.
Ma andiamo: chi è che sente di appartenere alla propria Unione dei Comuni? I più non sanno neanche che esiste. Siamo seri.
Purtroppo non sempre si prendono decisioni per il bene dei cittadini, spesso (molto spesso) c'è parecchia arroganza e molta malafede: così si sono istituite le Unione dei Comuni che svuotano di potere i consigli comunali offendendo la dignità dei cittadini ai quali si dice esplicitamente: "in nome di una mal riposta fiducia si pensava che foste così intelligenti e maturi da potervi scegliere i rappresentanti locali e invece non lo siete affatto. Avete bisogno di qualcuno che scelga per voi, dunque vi togliamo (per il vostro bene, si capisce), questo inutile fardello che voi non siete in grado di sostenere. Ringraziateci per il tempo e la seccatura che vi permettiamo di risparmiare".
Il tutto non sulla base di studi analitici e razionali, ma di una proclamata maggiore efficienza/efficacia che deriverebbe da un'economia di scala (che nella fattispecie specifica è del tutto astratta e da dimostrare, basta leggere i piani di fattibilità redatti dai comuni) che non farà ottenere ai cittadini né maggiori servizi, né maggiore qualità dei servizi, ma che si presta all'utilizzo della parola "razionalizzazione", un processo che appare positivo, ma che in realtà serve solo a mistificare un significativo e quanto mai costante processo di tagli ai servizi offerti dai Comuni ed in generale dalla Pubblica Amministrazione.
Insomma, per Unione dei Comuni si intende un ente ibrido e macchinoso che gestisce molti soldi (praticamente tutti i soldi dei comuni che lo compongono) nella piena disponibilità dei partiti e del potere territoriale: di fatto, si tratta della brutta copia del sistema ipertrofico e oligarchico dell'Europa trasferito ai piani bassi del sistema locale.

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