ECONOMIA DELLA DISPERAZIONE
Mi domando dove vive chi celebra le ong. Se gli capita di sfogliare qualche volta i giornali o di guardare per caso la TV. Le multinazionali del "soccorso umanitario" stanno tutto il giorno sulle reti nazionali a promuovere se stesse ed a battere cassa, mentre alcune reclamizzano se stesse tramite spot pubblicitari che costano decine di migliaia di euro a passaggio televisivo: lo fa la Chiesa Cattolica, lo fanno altre Chiese e lo fanno tante associazioni "umanitarie".
Quando il "soccorso umanitario" diventa un business, di umanitario c'è davvero ben poco. L'economia del bisogno e della disperazione è un fatto osceno, ripugnante, che dovrebbe indignare ogni persona di Sinistra.
Come afferma il prof. Erspamer, anch'io "resto convinta che dei problemi dei popoli debbano occuparsi esclusivamente gli Stati e che la carità, se non in momenti di assoluta emergenza, sia solo un espediente per prevenire rivolte o lotte sociali che porterebbero a più profonde riforme e che potrebbero porre un freno all'oscena ineguaglianza economica e al culto del successo e dei consumi che stanno strangolando il pianeta..... I bisognosi li dobbiamo aiutare tutti, in proporzione non della nostra generosità ma del nostro reddito, e i ricchi devono essere costretti a dare la gran parte dei loro guadagni, altro che supplicarli di donarne una frazione senza dover rinunciare a nulla; ed essergli anche grati".
La Sinistra si è messa inspiegabilmente al traino del cattolicesimo che si sa, individua le vittime e gli ultimi, ma non si scaglia mai sul sistema che li produce. Al contrario si limita a gestire i danni collaterali prodotti dal capitalismo con la cura di sempre, la carità, mentre la Sinistra dovrebbe essere contraria alla filantropia e lottare per rimuovere le cause che producono povertà e disuguaglianze.
L'ologramma catto-comunista che trasforma questa oscenità in umanità, mi ha sempre fatto orrore.

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