IL PCI AVEVA CAPITO TUTTO DELL'EUROPA
La principale battaglia del socialismo europeo è abbattere la mistica sull'Europa.
Purtroppo la retorica sull'Europa ci fornisce un'idea del tutto mistificata dell'Unione Europea, tra Erasmus, scambi "culturali" e gemellaggi, ma l'Unione vera, quella dei Trattati europei è qualcosa di ben diverso dalla narrazione fantasy e suggestiva che ci viene raccontata.
Piano piano, poco poco, un tassello alla volta, si stanno dissolvendo tutti i principi sui quali si basa la nostra Costituzione. Una dissoluzione ottenuta col MEC, con lo SME, con i Trattati di Maastricht e di Lisbona e poi con l'euro, tutte scelte che messe una dietro l'altra ci hanno ridotto al punto in cui oggi possiamo solo alzare le mani e recitare impotenti: " ce lo chiede l'Europa ".
Il fatto è che abbiamo perso la nostra sovranità politica e monetaria. E non è successo per una svista, ma per scelte politiche ben precise.
Nel 1957 il PCI aveva capito benissimo cosa fosse il MEC e votò contro la rattifica del Trattato di Roma spiegando punto per punto i motivi per cui il MEC non fosse cosa buona per i lavoratori e la gente comune.
A leggere oggi l'unità del 1957 si respira a pieni polmoni la lotta di classe e la specifica collocazione del PCI in questa lotta. Si capisce insomma da che parte sta il PCI e che cosa significhi essere di Sinistra.

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