IMMIGRATI 3
Lavorando in Comune, con gli immigrati ci ho a che fare tutti i giorni : questo per dire che non parlo di figure retoriche, ma di persone in carne ed ossa. Il dato che vorrei sottolineare è questo: tra agevolazioni e benefici la maggior parte del bilancio sociale del Comune va a favore degli immigrati e questo penso sia di per sé è un dato significativo che va tenuto in considerazione quando si fa un ragionamento sull'immigrazione.
Dal mio osservatorio di trincea non credo che gli immigrati possano rappresentare la nuova avanguardia della lotta di classe e questo per due motivi: perché non esiste più una cultura rivoluzionaria e nemmeno una struttura politica in grado di organizzarla; perché la dimensione politica di queste persone è una dimensione assai modesta, piuttosto vocata all'interesse familiare che li vede più attratti dalla tetta del welfare che dai collettivi operai; che li vede più attratti dal Corano che dalle teorie rivoluzionarie contro il capitalismo. Per cui non credo che dalla frequentazione dei CAF e delle moschee possa mai venire quel tipo di frattura e rivolta contro i padroni.
Sono d'accordo con chi dice che c' è un notevole impatto dell'immigrazione sui quartieri popolari, un "inquietudine migratoria" che però si sta diffondendo anche nelle città di provincia e tra la piccola borghesia, bottegai, impiegati, insegnanti, persone che cominciano a soffrire per il taglio del welfare (sanità, previdenza, assistenza per gli anziani soprattutto ) e la mancanza di lavoro per i figli e che manifestano sempre più insofferenza nei confronti dei nuovi arrivati che bivaccano nelle strade mentre alcuni di loro pretendono diritti con violenza ed arroganza. In più c'è la questione della sicurezza, che non è solo un invenzione della propaganda leghista, ma è un dato statistico certificato dall'ISTAT:
in Italia, Il 35% della popolazione carceraria è straniera, contro una popolazione straniera sul totale della popolazione che non arriva al 10%. Ciò significa che la popolazione straniera manifesta un indice di criminalità 5 volte superiore a quella della popolazione italiana. È vero che i reati non sono tutti uguali. Ma quand'anche si tratti di reati minori (sic!) come spaccio, furto, rapina, percosse, aggressione, eccetera, eccetera, negare il dato è sbagliato. La Sinistra ha rimosso la questione sicurezza dal dibattito pubblico per non soffiare sul fuoco, ma così facendo non fa che irritare il proprio elettorato, giacché anche chi è di Sinistra vorrebbe uno Stato che protegge dalla delinquenza comune e non che faccia finta che non esiste. Per dire, qui in Romagna vivere in campagna è diventato un incubo, sembra quasi di essere tornati ai tempi del brigantaggio. Parlo di una questione sulla quale implose persino lo Stato Pontificio che vide la popolazione rivoltarsi contro, e non perché il popolo fosse anticlericale (come narra la leggenda sui romagnoli), ma perché lo Stato Pontificio non fu in grado di proteggerlo dai banditi.
Tutto questo per dire che i problemi dell' immigrazione esistono, e delle due l'una: o li affronta la Sinistra con realismo, equilibrio e senso di responsabilità, oppure lo farà la destra estrema secondo le ricette che le sono proprie. È chiaro che se lo farà la destra estrema qui in Italia finirà molto male per tutti.

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