L'INTEGRAZIONE DEGLI IMMIGRATI A SPESE DRI POVERI
I profughi afgani, yemeniti, libici e siriani sono pochissimi. Se l'intervento umanitario riguardasse solo i profughi di guerra, nessuno se ne accorgerebbe.
Il fatto è che nel nostro Paese la maggior parte degli immigrati provengono da Marocco, Tunisia, Senegal, Romania, Albania, Moldavia, Cina, India, Pakistan, che come è noto non sono paesi in guerra e nemmeno si trovano in condizione di particolare carestia.
Gli immigrati di questi paesi non fuggono da nulla tanto che una volta presa la residenza vanno e vengono nel e da il loro paese di origine in modo sistematico e costante a dimostrazione che il loro interesse verso il nostro paese è di mera natura economica, un interesse legittimo, per carità, ma che non c'entra nulla con i diritti umani.
A loro interessa guadagnare di più e ai nostri imprenditori interessa spendere di meno. A loro interessa il nostro welfare e al nostro sistema economico interessa darglielo, tanto per le imprese è un gioco a somma zero: lo Stato mica preleva più risorse dai più ricchi, anzi, taglia le tasse e mette a disposizione di un numero maggio di poveri quel poco che resta per il welfare.
È il tripudio del capitalismo e degli interessi dei ricchi a spese dei poveri e per di più con i poveri che si devono anche sentire in colpa, perché vivono nell'inquietudine migratoria ed hanno paura.
Mi dissocio da questa sinistra irresponsabile che alimenta questo sistema e l'avanzare di fenomeni reazionari che l'allontanano dal comune sentire e dal malessere popolare.
Così si alimenta il fascismo.

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