Wednesday, September 06, 2006

GIOVANE FUORICLASSE DEL JAZZ

Forse non è il momento migliore per parlare di musica anche se si tratta un talento del sax. Non dopo avere visto da poco Burt Bacharach un genio musicale senza uguali, un grande, grandissimo compositore del nostro tempo.
E nemmeno aiuta il confronto con Diana Krall, una vera signora del jazz, austera, elegante, reffinata, una delizia sublime quando amoreggia con il suo pianoforte.
Eppure Francesco Cafiso merita comunque che si parli di lui, perchè questo ragazzino di soli 17 anni è davvero bravo con il sax, ha un talento straordinario, è così affiatato col suo " ferro"che di fatto, a volte, sembrano due. Due sax che suonano contemporaneamente. Invece è lui da solo.
Infastidisce perciò vedere un asso del genere, strafare, indugiare troppo sulle proprie virtù, avvitarsi sull' esibizione della tecnica mentre abbandona tristemente la musica.
E' davvero un peccato rinunciare alla melodia per mostrare al pubblico la nuda e cruda bravura.
E il piccolo Francesco fa proprio questo.
Non supportato da un gruppo da grande valore, il concerto del giovane saxofonista annaspa. Possiamo dirlo una volta per tutte che gli assoli di basso e batteria sono spesso uno strazio senza fine?
I grandi della musica insegnano. Spazio agli elemento del gruppo si, ma col giusto dosaggio, senza mai esagerare.
Se Cafiso è un grande musicista, sul lato della composizione ha ancora molta strada da compiere. Proporre un proprio brano dopo un pezzo di Gershwin è stato un'audace confronto. Forse l'ambizione dell'artista contempla anche una probabile umiliazione. Certo è, che sul piano musicale il divario è davvero imbarazzante.
Cafiso deve crescere e imparare a dosarsi. Rispettare i suoni e l'armonia della musica. Ma il "ragazzo si farà". Col suo istintivo talento potrà davvero diventare un gande genio del jazz.

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