Sunday, May 06, 2007

FONDAMENTALISMO PERICOLOSO

La dura polemica sollevata dalla Chiesa su Andrea Rivera riporta più che mai al centro del dibattito democratico la difesa dell laicità dello Stato ed il diritto dei suoi cittadini di potere esprimere liberamente il proprio pensiero.

Cosa ha detto di così deplorevole il cantastorie romano dal palco del concerto del 1° maggio? Sostanzialmente che non sopporta che la Chiesa abbia negato a Welby quello che invece ha concesso a Pinochet, Franco e ad uno degli esponenti della Banda della Magliana. Fatto storicamente inconfutabile.

Se chi compie un fatto storico poi se ne vergogna talmente a tal punto da definire "terrorista" chi ne parla, allora la questione di evitare un imbarbarimento culturale del nostro Paese esiste, specie alla luce del fatto che la politica si è schierata, quasi compatta, in difesa della Chiesa. E il problema di dove culturalmente la politica si colloca non è di poco conto.

Da Socrate dovrebbe giungere al nostro Parlamento l'illuminato insegnamento che non si difendono le proprie ragioni censurando i propri critici, ma spiegandole, alltrimenti, il pericolo di una nuova intolleranza si presenterebbe alle porte della nostra società e al fondamentalismo islamico si affiancherebbe anche quello cattolico.

La democrazia e la libertà si difendono coi fatti non con una demagogia utilitaristica ed a volte ignobile.
Sappiamo tutti che quanto più aumenta la consapevolezza, anche storica, dei cittadini di uno stato, tanto più si rinvigoriscono il pensiero critico e la vita democratica di un Paese e i fondamentalismi di qualunque tipo dimostrano la propria debolezza culturale e le devastazioni mentali che indiscutibilmente operano.
La vivacità critica di una popolazione è un bene prezioso per ogni democrazia una condizione indispensabile per una società libera e civile.

La politica dovrebbe investire ogni possibile risorsa in questo senso, invece
mostra che intende intreprendere la strada opposta schierandosi a difesa di chi vorrebbe censurare il libero pensiero.

Purtroppo, spetta ancora una volta al singolo cittadino, rivendicare, col vigore democratico che serve, il diritto di conoscere e di parlare.

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