Monday, February 18, 2008

CASINI FUORI, PALLA AL CENTRO: LA PARTITA PUO' CAMBIARE

Dopo le ingenuità di Veltroni e la caduta del governo Prodi, credo che nessuno avesse messo in conto un autogol di Berlusconi: la sua presunzione ha invece riaperto la partita rimettendo in gara un avversario praticamente moribondo.
In palio non c'è solo la panchina traballante di Veltroni, ma la tenuta democratica del paese, la credibilità dell'Italia e il destino di ciascuno di noi.
Perciò, arginate le legittime polemiche sull'indecente scarto tra idealismo e pratica politica, credo che per il popolo della sinistra una buona dose di realismo sia indispensabile. Può piacere o non piacere, ma qual'è la reale alternativa che abbiamo di fronte?
Da una parte c'è una destra populista, clericale e sovversiva. Dall'altra c'è un qualcosa di ancora indefinito, una cultura che oscilla tra il centro e la sinistra, tra il nuovo che arranca ed il vecchio che resiste, ma con qualche aspirazione al cambiamento.
Non so quale capacità di manovra abbia Veltroni, l'apparato ha un suo enorme peso, ma l'accordo con Di Pietro pare dimostrare una sua temporanea autonomia.
Nessuno di quanti seguono Travaglio o Beppe Grillo deve rinuciare alla propria capacità critica ed alle proprie convinzioni, nessuno di quanti detestano la casta può avere un pensiero entusiasmante guardando al PD di Polito o Bassolino.
Deve però essere a tutti molto chiaro che se Di Pietro esce bene dalle urne, è possibile che si sposti l'asse politico e culturale di tutta la coalizione, si rafforzi il segretario e si vincano le elezioni.
Chiedo perciò seriamente a tutti coloro che sono indecisi sul da farsi di sospendere per un attimo il loro giudizio e usare la ragione. Rimanendo a casa si avrà la sicura certezza di consegnare il paese in mano al Caimano ed al suo Partito unico. Significherà vedere Fini, Bossi, Calderoli, la Russa, Castelli, Tremonti, Gasparri fare del governo del paese il centro degli interessi del loro padrone.

Non votare sortirebbe lo stesso risultato che otterrebbe quel marito che pur di punire la moglie che lo tradisce, uccidesse il proprio figlio.
Per questo, ripensare all'intenzione di astenersi non solo si può, ma si deve.

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