GOVERNO DI LIBERAZIONE NAZIONALE
Nel nostro Paese non c'è una maggioranza politico-culturle che rappresenti i miei ideali: non parlo di partiti, più lontani che mai dai valori costituzionali, parlo di popolo. Certo, ci sono i movimenti, i grillini, i viola, quelli di micromega, i cattolici estremisti, i democratici e i si seguaci di De Magistris, ma quanti saranno? 4? 5 milioni? Se si votasse domani, con questa legge elettorale e con questo sistema televisivo, Berlusconi rivincerebbe le elezioni senza Fini: che senso avrebbe tutto questo?
Personalmente penso che andare alle elezioni anticipate sia la cosa più stupida e più Berlusconiana che si possa fare adesso.
Non è tempo di chiudersi in recinti per puristi in nome di un massimalismo ideologico che avrebbe solo il risultato di perpetuare questo strazio: non è abbastanza chiara la deriva autoritaria della nostra Repubblica?
Credo che la prima cosa da fare, oggi, sia espellere dal sistema politico Berlusconi. C'eravamo andati vicini un paio di anni fa, poi quel genio di Veltroni lo ha riesumato: ricadere nell'errore adesso sarebbe diabilico.
Come si riposiziona il sistema politico dopo il Berlusconismo è un incognita, ma è certo che per tornare a livelli minimi di democrazia, Berlusconi va neutralizzato.
Per fare questo, occorre turarsi il naso e sostenere un governo di "lealtà costituzionale": con i finiani, UDC, PD e IDV. La domanda vera è: Fini avrà il coraggio di fare cadere il Governo?
Nelle mie più rosee aspettative il governo tecnico dovrebbe gestire in primis la crisi economica e bonificare il sistema penale dalle leggi ad personam; in questo modo si darebbe l' avvio all'accerchiamento del nano, che andrebbe completato con l'approvazione di una legge sul conflitto di interesse, una legge sulle televisioni e una nuova legge elettorale.
Con le procure alle calcagne il Cavaliere Nero sparirebbe di scena e l'assetto politico si potrebbe riposizionare sul rispetto della Costituzione per poi andare al voto con una nuova legge di stampo proporzionale, che, a quel punto, Casini , ma penso anche Fini, pretenderebbero.
Personalmente non sono contraria al ritorno al proporzionale: questo bipolarismo forzato è quanto di peggio abbia prodotto il sistema politico negli ultimi anni.
Usciti dal regime, (perchè quello di oggi è un regime), ci troveremmo a fare i conti con Ferrero, Orlando, Buttiglione, la Bindi, la Finocchiaro e i soliti noti, che certamente non sono degni di stima, ma che incontufabilmente reputo molto meglio di Berlusconi, Dell'Utri, Bondi, Verdini, Salvini, Calderoli, e tutta la P3 in salsa mafiosa che oggi ci governa.
Non credo vi siano alternative ed io penso che siano meglio le incognite di domani che le amare certezze di oggi.
Azzardo delle previsioni. Se si va al proporzionale il PD si squaglia, ma anche l'IDV: immagino che vi sarà un forte riposizionamento al centro, attorno a Casini che imbarcherà anche molti transfughi del Pdl che ne frattempo, senza il capo assoluto, si sfalderà.
Fini potrebbe fondare quella forza consenvatrice di stampo europeo, di cui parla per bocca della sua fondazione da un pò tempo, ma che ancora non c'è: io non sono di destra, ma credo che la mancanza di una destra democratica e liberale come c'è in molti altri stati europei sia un problema per il nostro paese.
A sinistra vedo un grande caos, una miriade di microcellule disorientate e impazzite che dovranno trovare una denominatore comune: ex DS, ex rifondaioli, ex verdi, l a tribù dei movimenti, i grillini, i catto-comunisti, la parte sana e coerente dell'IDV. Mi domando se riusciranno mai a dare vita ad una forza progressista, portatrice di valori chiari e non negoziabili. Parlo di quattro cose in croce e non di chiassà quale piattaforma politica: laicità, legalità, socialità ed equità.
Ci vorrebbe una personalità con un pò di carisma, un politico pulito, culturalmente attrezzato che tirasse le fila: Marino? Vendola? Trovare nella pentola la persona giusta che piaccia ai movimenti, ma al tempo stesso rassicuri anche la "maggioranza silenziosa", sarebbe davvero un colpo grosso.
Al nord continuerebbe a prendere voti la Lega, ma con Casini a tirare le fila, il suo nordismo sguaiato verrebbe derubrcato a puro folklore e la sua capacità contrattuale sarebbe neutralizzata.
Chiudo con una banalità, che poi non lo è: il problema della politica non è mai istituzionale, ma sempre morale e civile. Per cui la discussione sulla qualità etica delle persone deve avere la meglio sulla discussione sui partiti e sugli assetti istituzionali: il federalismo è un falso problema (anzi, è una grande sciagura, specie quello demaniale, non so come sia venuto in mente all'IDV di votarlo), destra e sinistra sono un falso problema, (lo abbiamo visto,Travaglio e Fini sono diventati i paladini della sinistra, mentre D'Alema piace a destra), parlamentarismo e presidenzialismo sono un falso problema, noi abbiamo una splendida Costituzione e l'unica cosa da fare sarebbe applicarla.
Il problema italiano è culturale, etico, è li che dobbiamo lavorare, è sui quei valori che dobbiamo selezionare la nostra classe dirigente, è sulla coerenza, sulla lealtà e sul coraggio di chi fa politica che dobbiamo puntare, tutto il resto sono chiacchere, "distrazioni di massa", depistaggi meschini buttate nell'arena da una certa casta per salvarsi il culo.
Prima però dobbiamo sbarazzarci del dittarore e per questo non serve la filosofia politica, ma una sporca guerriglia.
Nel nostro Paese non c'è una maggioranza politico-culturle che rappresenti i miei ideali: non parlo di partiti, più lontani che mai dai valori costituzionali, parlo di popolo. Certo, ci sono i movimenti, i grillini, i viola, quelli di micromega, i cattolici estremisti, i democratici e i si seguaci di De Magistris, ma quanti saranno? 4? 5 milioni? Se si votasse domani, con questa legge elettorale e con questo sistema televisivo, Berlusconi rivincerebbe le elezioni senza Fini: che senso avrebbe tutto questo?
Personalmente penso che andare alle elezioni anticipate sia la cosa più stupida e più Berlusconiana che si possa fare adesso.
Non è tempo di chiudersi in recinti per puristi in nome di un massimalismo ideologico che avrebbe solo il risultato di perpetuare questo strazio: non è abbastanza chiara la deriva autoritaria della nostra Repubblica?
Credo che la prima cosa da fare, oggi, sia espellere dal sistema politico Berlusconi. C'eravamo andati vicini un paio di anni fa, poi quel genio di Veltroni lo ha riesumato: ricadere nell'errore adesso sarebbe diabilico.
Come si riposiziona il sistema politico dopo il Berlusconismo è un incognita, ma è certo che per tornare a livelli minimi di democrazia, Berlusconi va neutralizzato.
Per fare questo, occorre turarsi il naso e sostenere un governo di "lealtà costituzionale": con i finiani, UDC, PD e IDV. La domanda vera è: Fini avrà il coraggio di fare cadere il Governo?
Nelle mie più rosee aspettative il governo tecnico dovrebbe gestire in primis la crisi economica e bonificare il sistema penale dalle leggi ad personam; in questo modo si darebbe l' avvio all'accerchiamento del nano, che andrebbe completato con l'approvazione di una legge sul conflitto di interesse, una legge sulle televisioni e una nuova legge elettorale.
Con le procure alle calcagne il Cavaliere Nero sparirebbe di scena e l'assetto politico si potrebbe riposizionare sul rispetto della Costituzione per poi andare al voto con una nuova legge di stampo proporzionale, che, a quel punto, Casini , ma penso anche Fini, pretenderebbero.
Personalmente non sono contraria al ritorno al proporzionale: questo bipolarismo forzato è quanto di peggio abbia prodotto il sistema politico negli ultimi anni.
Usciti dal regime, (perchè quello di oggi è un regime), ci troveremmo a fare i conti con Ferrero, Orlando, Buttiglione, la Bindi, la Finocchiaro e i soliti noti, che certamente non sono degni di stima, ma che incontufabilmente reputo molto meglio di Berlusconi, Dell'Utri, Bondi, Verdini, Salvini, Calderoli, e tutta la P3 in salsa mafiosa che oggi ci governa.
Non credo vi siano alternative ed io penso che siano meglio le incognite di domani che le amare certezze di oggi.
Azzardo delle previsioni. Se si va al proporzionale il PD si squaglia, ma anche l'IDV: immagino che vi sarà un forte riposizionamento al centro, attorno a Casini che imbarcherà anche molti transfughi del Pdl che ne frattempo, senza il capo assoluto, si sfalderà.
Fini potrebbe fondare quella forza consenvatrice di stampo europeo, di cui parla per bocca della sua fondazione da un pò tempo, ma che ancora non c'è: io non sono di destra, ma credo che la mancanza di una destra democratica e liberale come c'è in molti altri stati europei sia un problema per il nostro paese.
A sinistra vedo un grande caos, una miriade di microcellule disorientate e impazzite che dovranno trovare una denominatore comune: ex DS, ex rifondaioli, ex verdi, l a tribù dei movimenti, i grillini, i catto-comunisti, la parte sana e coerente dell'IDV. Mi domando se riusciranno mai a dare vita ad una forza progressista, portatrice di valori chiari e non negoziabili. Parlo di quattro cose in croce e non di chiassà quale piattaforma politica: laicità, legalità, socialità ed equità.
Ci vorrebbe una personalità con un pò di carisma, un politico pulito, culturalmente attrezzato che tirasse le fila: Marino? Vendola? Trovare nella pentola la persona giusta che piaccia ai movimenti, ma al tempo stesso rassicuri anche la "maggioranza silenziosa", sarebbe davvero un colpo grosso.
Al nord continuerebbe a prendere voti la Lega, ma con Casini a tirare le fila, il suo nordismo sguaiato verrebbe derubrcato a puro folklore e la sua capacità contrattuale sarebbe neutralizzata.
Chiudo con una banalità, che poi non lo è: il problema della politica non è mai istituzionale, ma sempre morale e civile. Per cui la discussione sulla qualità etica delle persone deve avere la meglio sulla discussione sui partiti e sugli assetti istituzionali: il federalismo è un falso problema (anzi, è una grande sciagura, specie quello demaniale, non so come sia venuto in mente all'IDV di votarlo), destra e sinistra sono un falso problema, (lo abbiamo visto,Travaglio e Fini sono diventati i paladini della sinistra, mentre D'Alema piace a destra), parlamentarismo e presidenzialismo sono un falso problema, noi abbiamo una splendida Costituzione e l'unica cosa da fare sarebbe applicarla.
Il problema italiano è culturale, etico, è li che dobbiamo lavorare, è sui quei valori che dobbiamo selezionare la nostra classe dirigente, è sulla coerenza, sulla lealtà e sul coraggio di chi fa politica che dobbiamo puntare, tutto il resto sono chiacchere, "distrazioni di massa", depistaggi meschini buttate nell'arena da una certa casta per salvarsi il culo.
Prima però dobbiamo sbarazzarci del dittarore e per questo non serve la filosofia politica, ma una sporca guerriglia.

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