QUESTIONE PUBBLICA E QUESTIONE PRIVATA
Sia chiaro: io credo fermamente che vita privata e sessuale delle persone vada rigorosamente rispettata e che ogni incursione in essa vada assolutamente repressa. Credo però che esistano delle eccezioni per chi ci governa e questo entro i limiti che gli stessi governanti decidono di porre attraverso le loro affermazioni.
D’altro canto, se si sceglie di decidere per la vita degli altri, non si capisce perché non si debba rispondere anche della propria: non a caso, in quasi tutti i paesi democratici del mondo (tranne il nostro) è così.
Per la mia visione dell’etica, chi ci rappresenta dovrebbe sempre e comunque dimostrare coerenza tra ciò che afferma pubblicamente, ciò che decide in politica e come si comporta in privato nell’ambito di quella che oggi appare persino una parola blasfema, ma che è invece il vero fondamento di ogni democrazia : la responsabilità personale.
Certo: a nessuno deve interessare se un politico è gay, o donnaiolo o puttaniere, ma questo solo fino a quando il politico gay non propone leggi omofobe o il politico donnaiolo non parla in TV dell’indissolubilità della famiglia o il politico puttaniere non tuona contro la prostituzione, perché è evidente che a quel punto diventa importante per tutti i cittadini sapere che quei politici che li rappresentano sono inaffidabili, ipocriti e bugiardi.
E’ in questo senso che le loro dichiarazioni assumono una rilevanza pubblica fondamentale e il silenzio dei media sui loro comportamenti privati si chiama complicità o peggio ancora, censura.
Sia chiaro: io credo fermamente che vita privata e sessuale delle persone vada rigorosamente rispettata e che ogni incursione in essa vada assolutamente repressa. Credo però che esistano delle eccezioni per chi ci governa e questo entro i limiti che gli stessi governanti decidono di porre attraverso le loro affermazioni.
D’altro canto, se si sceglie di decidere per la vita degli altri, non si capisce perché non si debba rispondere anche della propria: non a caso, in quasi tutti i paesi democratici del mondo (tranne il nostro) è così.
Per la mia visione dell’etica, chi ci rappresenta dovrebbe sempre e comunque dimostrare coerenza tra ciò che afferma pubblicamente, ciò che decide in politica e come si comporta in privato nell’ambito di quella che oggi appare persino una parola blasfema, ma che è invece il vero fondamento di ogni democrazia : la responsabilità personale.
Certo: a nessuno deve interessare se un politico è gay, o donnaiolo o puttaniere, ma questo solo fino a quando il politico gay non propone leggi omofobe o il politico donnaiolo non parla in TV dell’indissolubilità della famiglia o il politico puttaniere non tuona contro la prostituzione, perché è evidente che a quel punto diventa importante per tutti i cittadini sapere che quei politici che li rappresentano sono inaffidabili, ipocriti e bugiardi.
E’ in questo senso che le loro dichiarazioni assumono una rilevanza pubblica fondamentale e il silenzio dei media sui loro comportamenti privati si chiama complicità o peggio ancora, censura.

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