Friday, July 08, 2011

CARI COMPAGNI

(A tutti quelli che hanno tradito l'idea di eguaglianza e giustizia sociale)



Lo diceva sempre mio nonno: "per fare il culo agli operai, devi prendere un ex comunista". Cavolo, aveva ragione. E' per questo che rimango dalla parte del filosofo barbone, con orgoglio e senza il bisogno di rinnegare tutto quello in cui ho sempre creduto, come invece accade a tanti ex PCI. 
Si, cari compagni comunisti. Non è che vi vedo io così. E' così.
Purtroppo, siete stati colonizzati dall'egemonia culturale della destra, quel brodo di coltura predatoria che tratta le persone come degne di un prezzo, ma non di un valore. 
Oggi, sentite talmente forte l'inadeguatezza e l'imbarazzo di chi aveva creduto in tutt'altra idea, che pur di scrollarvi di dosso quell'onta infamante, siete disposti a diventare più liberisti di Craxi.
Provo un vero schifo, nel vedere fino a che punto siete pronti a rinnegare quel paradigma culturale che parlava di eguaglianza e giustizia sociale e per il quale cuocevate le salsicce al festival dell'Unità. 
Non scomodate gli storici europei, vi prego. Non ho bisogno di leggere Hobsbawm per valutare il marxismo. Marx, non l'ho mai rinnegato e nemmeno celebrato (come avete fatto voi). È certo che comunque già allora (quasi due secoli fa), avesse capito l'essenza inumana del capitalismo. Sulla sua tomba c'è questo epitaffio: i filosofi hanno solo interpretato il mondo in vari modi,  tuttavia il punto è come cambiarlo.
Io vorrei ancora cambiarlo e non vendo la mia anima al diavolo per un po' di lenticchie. 
Vincere per servire il nemico è un'aspirazione opprimente, anche se comprendo che lasciarsi portare, con mente passiva, dal senso comune, omologarsi al conformismo, entrare nel "cerchio formidabile" di Tocqueville, sia fonte di umana rassicurazione. 
Avete sempre avuto paura delle idee. Della Vostra consapevolezza. E della libertà. Ora godetevi pure il tradimento. Senza imbarazzo.

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