Wednesday, October 23, 2013

IL MESSIA



Penso al declino della sinistra italiana, all’atto finale che incoronerà Renzi uomo della provvidenza e mi domando come tutto questo sia potuto accadere.
La parabola della sinistra italiana ritorna nella mia memoria attraverso flash back, libri, articoli di giornale, interviste, spezzoni di film, un album di immagini a colori rubate principalmente alla tv: è stato un lungo percorso di allineamento culturale, di emulazione del pensiero “moderato” e conservatore, di sottomissione all’economia di mercato e all’ideologia liberista, passato attraverso la caduta del muro di Berlino,  la “cosa” di Occhetto, il Partito Democratico della Sinistra di Massimo D’Alema, la falce si la falce no, i Democratici di Sinistra, l’Ulivo, l’Unione, la fusione a freddo con i reduci della DC, i “ma anche” e i Calearo di Walter Veltroni, il lungo corteggiamento del centro di Casini,  l’adesione alla mitica agenda Monti, sempre più a destra fino alle scelte di aprile di affosare Prodi da parte dei 101.
Non so se davvero sia stata un’ultima possibilità, quella lì, forse il destino era segnato: il percorso era stato intrapreso da tempo da una classe dirigente imbelle, molto ben posizionata e adagiata nel lusso e nel privilegio, potente e pronta ad abiurare in tutto quello in cui aveva creduto per godere delle nuove prebende messe a disposizione dai nuovi compagni di viaggio.
Adesso vedo i vecchi compagni rassegnati, disperati, impotenti di fronte al ciclone Renzi che avanza, ma comunque arroccati nei propri recinti e per nulla propensi ad ammenttere gli errori e i tradimenti degli uomini in cui hanno onestamente creduto per tanti anni, una vita. Lo capisco, ma non lo condivido.
La sinistra organizzata è totalmente spaesata e divisa, ecco che c’è. In parlamento restano solo le pattuglie ininfluenti di Sel e le battaglie solitarie di Civati. Poi ci sono i grillini, certo: che tuttavia restano rinchiusi in un contenitore carismatico e destriode che sostanzialmente li condiziona e li blocca.
L’energia, la forza, la cultura politica depurata dai vari "tornaconto" materiali o immaginari che siano, restano fuori: nelle piazze, nel web, nel mondo associativo di intere comunità, c’è un popolo che vuole una società diversa da quella che c'è, ma questo popolo si guarda in cagnesco e viaggia diviso.
Parlo dei "grillini", degli elettori di Sel, di buona parte degli elettori del Pd, dei cattolici alla Tabacci. Parlo di quei 27 milioni di italiani che nel 2010 hanno detto si al referemdum sull'acqua. Animato da presunzione e diffidenza reciproca, ingenuità e scarsa consapevolezza dei propri mezzi, questo popolo finisce sempre per disperdersi contro i suoi interessi. 
Insomma, nell'assurda cecità di tanti elettori è andata a finire che mentre questa maggioranza sinistrorsa aspetta il suo guru,  la polpetta avvelenata della vecchia DC sta per assumere le vesti del nuovo messia.
Finché non ci sarà un’occupazione dello spazio politico da parte di questo popolo, finché non vi sarà un’invasione fisica del Pd da parte di questa gente, tutto cambierà, perché nulla cambi. Arriverà la svolta, ma andrà ancora più a destra.

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