IL MESSIA
Penso al declino della sinistra italiana,
all’atto finale che incoronerà Renzi uomo della provvidenza e mi domando come
tutto questo sia potuto accadere.
La
parabola della sinistra italiana ritorna nella mia memoria attraverso flash
back, libri, articoli di giornale, interviste, spezzoni di film, un album di
immagini a colori rubate principalmente alla tv: è stato un lungo
percorso di allineamento culturale, di emulazione del pensiero “moderato” e
conservatore, di sottomissione all’economia di mercato e all’ideologia
liberista, passato attraverso la caduta del muro di Berlino, la “cosa” di
Occhetto, il Partito Democratico della Sinistra di Massimo D’Alema, la falce si
la falce no, i Democratici di Sinistra, l’Ulivo, l’Unione, la fusione a freddo
con i reduci della DC, i “ma anche” e i Calearo di Walter Veltroni, il lungo
corteggiamento del centro di Casini, l’adesione alla mitica agenda Monti,
sempre più a destra fino alle scelte di aprile di affosare Prodi da parte dei
101.
Non so se davvero sia stata un’ultima
possibilità, quella lì, forse il destino era segnato: il percorso era stato
intrapreso da tempo da una classe dirigente imbelle, molto ben posizionata e
adagiata nel lusso e nel privilegio, potente e pronta ad abiurare in tutto
quello in cui aveva creduto per godere delle nuove prebende messe a
disposizione dai nuovi compagni di viaggio.
Adesso vedo i vecchi compagni rassegnati,
disperati, impotenti di fronte al ciclone Renzi che avanza, ma comunque
arroccati nei propri recinti e per nulla propensi ad ammenttere gli errori e i
tradimenti degli uomini in cui hanno onestamente creduto per tanti anni, una
vita. Lo capisco, ma non lo condivido.
La sinistra organizzata è totalmente spaesata e
divisa, ecco che c’è. In parlamento restano solo le pattuglie ininfluenti di
Sel e le battaglie solitarie di Civati. Poi ci sono i grillini, certo: che
tuttavia restano rinchiusi in un contenitore carismatico e destriode che
sostanzialmente li condiziona e li blocca.
L’energia, la forza, la cultura politica depurata
dai vari "tornaconto" materiali o immaginari che siano, restano
fuori: nelle piazze, nel web, nel
mondo associativo di intere comunità, c’è un popolo che vuole una società
diversa da quella che c'è, ma questo popolo si guarda in cagnesco e viaggia
diviso.
Parlo
dei "grillini", degli elettori di Sel, di buona parte degli elettori
del Pd, dei cattolici alla Tabacci. Parlo di quei 27 milioni di italiani che
nel 2010 hanno detto si al referemdum sull'acqua. Animato da presunzione e
diffidenza reciproca, ingenuità e scarsa consapevolezza dei propri mezzi,
questo popolo finisce sempre per disperdersi contro i suoi interessi.
Insomma,
nell'assurda cecità di tanti elettori è andata a finire che mentre questa
maggioranza sinistrorsa aspetta il suo guru, la polpetta avvelenata della
vecchia DC sta per assumere le vesti del nuovo messia.
Finché
non ci sarà un’occupazione dello spazio politico da parte di questo popolo,
finché non vi sarà un’invasione fisica del Pd da parte di questa gente, tutto
cambierà, perché nulla cambi. Arriverà la svolta, ma andrà ancora più a destra.

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