PARTITO COME PARZIALITÀ E DISACCORDO
L'idea ed il termine stesso di partito coincide con parzialità e disaccordo, una conquista dell'epoca contemporanea che riconosce il diritto dell'interesse di parte ad essere rappresentato. La democrazia fa proprio questo: riconosce i conflitti tra le parti e li gestisce attraverso il meccanismo della maggioranza/minoranza. In una vera democrazia tale conflitto non può essere mortificato in nome di un supposto "bene comune" che, guarda a caso, coincide sempre con quello delle classi dominanti, banche o corporations che siano.
Quando i partiti rinunciano al conflitto, la democrazia muore. Delude pertanto che tra i seguaci di Civati sia prevalsa l'opportunità personale su quella politica offuscata da un'ipocrita lealtà ad un partito che ha rinunciato al principio della rappresentanza di "parte" per diventare un partito "pigliatutto.
Non sarà mai il momento di Civati dentro al Pd: l'ala civatiana sarà sempre un orpello art decò messo in bella mostra per coprire la deriva liberista e destroide del Pd. Così si celebra il "ma anche" e si diventa complici dell'involuzione democratica.

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