SE LA DEMOCRAZIA E DIVENTATA UN INGOMBRO
A me pare sia una favola dire che la politica non fa
niente. Che non decide mai niente. E che
i sindacati sono conservatori (magari lo fossero stati).
Se così fosse non saremmo nella condizione in cui siamo. Con meno lavoro. Meno salario. Meno diritti. Meno servizi. Meno istruzione. Meno benessere di 20 anni fa.
La TV distorce ogni giorno la percezione del reale, mentre la politica agisce e trasforma l'esistenza di milioni di persone pur facendo credere di non fare mai niente. Il processo di istupidimento ha funzionato così bene che il nemico del progresso è diventato Rodotà.
Purtroppo, negli ultimi 20 anni la politica ha deciso molte cose e tutte a vantaggio dei ricchi. Perché le fandonie sono i potenti a raccontarle, mentre in assetto da rivoluzione permanente non c’è la Sinistra radicale (come tutti ripetono con disprezzo se si parla di uguaglianza sociale), ma il Centro, che piano piano, poco poco, un po’ alla volta, con un’ abile manovra a tenaglia che ha strisciato, sorniona, sotto la pelle della democrazia, passando per tutti i partiti, si è ripreso il potere perduto 30 anni fa.
Onore al
vincitore. Rimane il disappunto per la
piega populista intrapresa dal leader e replicata puntualmente dal suo gregge: brutta la rappresentazione agonistica che si
dà della politica; brutta la disinvolta
arroganza con cui si trattano le istituzioni della Repubblica; brutta la superficialità e la mancanza di
cura con cui si affrontano la materia democratica e costituzionale; brutta la strafottenza verso il mondo della
Cultura. Ma, soprattutto, molto brutto e inquietante, quel modo gladiatorio di
spiegare ogni problema come una lotta contro qualcuno che resiste.
Se la democrazia è diventata un
ingombro lo si dica senza tanti giri di parole.

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