Friday, May 16, 2014

INQUIETUDINI


Quando sento gente di Sinistra (vecchi comunisti, ma anche socialisti) definire Renzi “l’uomo del provvidenza”, il minimo che mi viene di fare è domandarmi come tutto questo sia potuto accadere.  Perché non serve una grande intelligenza per capire che Renzi è il cavallo di Troia della Sinistra italiana, la serpe in seno che darà l’accelerazione a quel lungo percorso di allineamento culturale al berlusconismo intrapreso dal PD. 
Il paradigma culturale di Renzi non è certo quello che parlava di uguaglianza e giustizia sociale per il quale milioni di persone hanno cotto le salsicce al festival dell’Unità. Ma nemmeno quello che ha portato alla stagione del riformismo e del welfare, agli anni dei diritti e dell’art.18 dello Statuto dei Lavoratori  tanto voluto dai Socialisti. Per sensibilità, atteggiamento e cultura, Renzi è un uomo di Destra.  Lo si vede dalla rappresentazione agonistica che dà della politica; dalla disinvolta arroganza con cui tratta le istituzioni della Repubblica; dalla superficialità e mancanza di cura con cui affronta la materia democratica e costituzionale; dalla strafottenza verso il mondo della Cultura. E, soprattutto, da quel modo gladiatorio di spiegare ogni problema come una lotta contro qualcuno che gli resiste.

Sono convinta che se vincerà le elezioni Europee (come è molto probabile che accadrà)
userà il risultato elettorale per assaltare la Costituzione,  per imporre il primato del potere esecutivo sul potere legislativo. Per fare (d’accordo con Berlusconi) quello che a Berlusconi non è riuscito di fare: concentrare il potere nelle mani del Premier e marginalizzare il Parlamento secondo una visione del potere che ben vede l'uomo solo al comando. E giacché siamo il Paese dove è nato il fascimo e la demagogia populista dilaga, vi confesso che la visione di chi vede in Renzi il salvatore della Patria, mi inquieta parecchio.

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