MANZONI E LA NATURALE ANTROPOLOGICA DEGLI ITALIANI
Di Francesco Erspamer
Manzoni era un genio e i "Promessi sposi" il ritratto dell'Italia, non come era nel seicento, al tempo della storia di Renzo e Lucia, e neppure nel primo ottocento, quando la scrisse: in tutti i tempi, antropologicamente. Il suo primo capitolo, quello di don Abbondio e i bravi, non andrebbe soltanto fatto leggere ai ragazzi; alcune sue parti bisognerebbe fargliele imparare a memoria. Per capire che l'arroganza del potere, che è una costante in ogni paese, per diventare pervasiva e inarrestabile ha bisogno della stupida acquiescenza della gente, della sua complice rassegnazione, per di più mascherata da furbizia e opportunismo. Quale era la tattica di don Abbondio? "Il suo sistema consisteva nello scansar tutti i contrasti e nel cedere in quelli che non poteva scansare; neutralità disarmata in tutte le guerre che scoppiavano intorno a lui. Se si trovava assolutamente costretto a prender parte tra due contendenti, stava col più forte, sempre però alla retroguardia, e procurando di far vedere all'altro ch'egli non gli era volontariamente nemico: pareva che gli dicesse: ma perché non avete saputo esser voi il più forte? ch'io mi sarei messo dalla vostra parte".
È un brano che mi è tornato in mente (e che dovrebbe tornare in mente a tanti italiani) leggendo che Susanna Camusso ha minacciato (ahi che paura) di dare come indicazione di voto in Veneto la scheda bianca. La scheda bianca, il tipico voto degli ignavi, esattamente ciò che avrebbe scelto don Abbondio. Il quale pure si sarebbe associato alla sinistra Pd uscendo dall'aula piuttosto che votare contro (o a favore) dell'Italicum; e che si sarebbe confortato nel vedere che i milioni che detestano don Rodrigo, pardon don Renzi, e che potrebbero spazzarlo via in qualsiasi momento, anche solo dando l'impressione di volerlo fare, stanno invece attentissimi a fargli capire, ogni giorno, che alle prossime elezioni si asterranno, qualunque cosa faccia: perché i mali che si conoscono sono più sopportabili e rassicuranti di quelli sconosciuti, e la rassegnazione più facile della lotta e dell'impegno.

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