IMMIGRAZIONE : CARNEFICI CHE DIVENTANO SALVATORI
Di Francesco Erspamer
Prima tutti erano tutti Charlie Hebdo, adesso sono tutti il bambino Aylan. Commozione obbligatoria su facebook (basta un "like", come negarlo), magliette portate come una divisa di appartenenza (a cosa? niente meno che l'umanità), tanta tanta empatia. E tanto perdono, tanto ecumenismo, un immenso bisogno di globalizzazione, di emozioni mediatiche condivise. Per opporre agli integralismi, e soprattutto alle differenze e alle culture, il pensiero unico e unificante del solo integralismo autorizzato e buono, quello liberista, delle multinazionali e del consumismo. Alla manifestazione di Parigi per Charlie Hebdo, sottobraccio a Netanyahu, c'erano David Cameron, Angela Merkel, Matteo Renzi; gli stessi che piangono Aylan in tv. Tutti corresponsabili delle ingerenze destabilizzanti in Medio Oriente e Libia, tutti al soldo delle multinazionali che stanno strangolando economicamente l'Africa e il Mediterraneo. Ma che importa? I nemici sono gli altri; quelli che non piangono su una foto scelta da CNN o dal New York Times dopo averne ignorate migliaia altrettanto tragiche ma di bambini ucraini, palestinesi, iracheni, dunque scomodi; quelli che non accettano, ancora una volta, di rimediare alle colpe altrui, di coprire i delitti commessi da dirigenti incapaci e corrotti e da una plutocrazia oscenamente ricca ed egoista. Se accoglienza ci deve essere bisogna che sia accompagnata da giustizia e vendetta: devono cadere molte teste, a cominciare da quelle di tutti i leader nominati sopra, se davvero si vuole rispettare e onorare la memoria di Aylan. Altrimenti non è che una sceneggiata; anzi, un reality.

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