Thursday, February 18, 2016

FONDATA SUL LAVORO

Di Gustavo Zagrelbesky


Le crisi finanziarie che si abbattono sui conti degli Stati non sono eventi della natura, come tsunami o alluvioni. Sono prodotte dagli interessi finanziari medesimi e sono certificate da agenzie indipendenti solo in apparenza, in un colossale conflitto ( o, sarebbe meglio dire, in una colossale connivenza ) di interessi. Che cosa ha prodotto, del resto, il "risanamento finanziario " che il mondo finanziario internazionale chiede agli Stati, come condizione dei loro investimenti? Chiede "riforme". E queste riforme a cosa hanno portato? Finora a contrazione dell'economia reale, a crisi delle imprese, a diminuire i posti di lavoro, al peggioramento delle condizioni dei lavoratori, a emarginazione del lavoro femminile, a riduzione delle protezioni sociali. Sono conseguenze congiunturali, come pensa chi crede che al "risanamento " seguirà una seconda fase di sviluppo, oppure sono conseguenze strutturali di un'economia controllata da una finanza finalizzata a se stessa? 
Di fronte alla pervasiva forza, legale e illegale, della finanza, la politica si dimostra troppo spesso succube, connivente o collusa. Chi sa resistere alla forza del denaro, che corrompe, o, almeno, debilita le forze che dovrebbero regolarla? 
Il dominio dei mercati finanziari ha cambiato la nostra vita, senza che nemmeno ci si accorga di come ciò è avvenuto. Per correre dietro alla speculazione finanziaria - "ce lo chiedono i mercati ", "i mercati non capirebbero ", "i mercati hanno bisogno " ecc. - la sovranità dei popoli è stata messa sotto tutela, la democrazia è stata impoverita, i diritti compressi o negati, la coesione sociale lacerata e il bene - lavoro ha perso il suo valore di fondamento della vita sociale ed è diventato un effetto secondario eventuale. Tutto ciò è avvenuto in nome del "risanamento " un nome che abbellisce l'obiettivo : ricreare le condizioni favorevoli ad attirare denaro dal circuito della finanza, così facendosene sempre più circuire.

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