Saturday, April 02, 2016

FINE DEL COMUNISMO E CADUTA DEL MURO

 di Diego Fusaro


Con la fine del comunismo storico novecentesco (Berlino, 9 novembre 1989), non hanno trionfato la libertà e la democrazia, come si è soliti pensare: ha vinto il fanatismo economico di tipo classista, fondato sulla reificazione delle coscienze e sullo sfruttamento del lavoro. Ha vinto, cioè, l’ordine capitalistico. Ha vinto, nella lotta di classe, il Signore sul Servo. L’ordine, che fino al 1989 era duale e diviso dal Muro di Berlino, ha rapidamente preso a disporsi in forma unipolare e unitaria. Lungo il piano inclinato che conduce dalla fine del comunismo storico novecentesco al nostro presente, si è venuto istituendo quel Nuovo ordine mondiale classista planetario, de facto coincidente con il dominio del capitale su scala globale, non più contrastato dal suo nemico storico. Ne è scaturita non solo la vittoria del Signore sul Servo nella lotta di classe divenuta massacro di classe. Accanto a essa, si è registrata l’opera di distruzione manu militari delle ultime forze nazionali resistenti mediante bombardamenti etici e interventismi umanitari condotti dalla monarchia del dollaro, braccio armato del mondialismo economico. Dal 1989, si assiste al metodico annichilimento di tutto ciò che, a livello sia simbolico sia reale, non è affine al nuovo ordine classista mondializzato: distruzione della famiglia, della formazione, dell’etica, dello Stato sovrano nazionale democratico, dei diritti del lavoro, delle culture, eccetera.

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