Saturday, August 20, 2016

BURKINI

Il dibattito sul burkini mi ha sconcertata: perché un conto è dire che prima di proibire ( in Italia nemmeno si potrebbe) occorre cautela e profonda riflessione. Un altro è sentire sinistroidi sperticarsi nel ricordare il fatto che pure la loro nonna era infagotta; e anche la loro zia era infagotta; e anche la loro vicina di casa era infagottata per cui ci vuole rispetto e pazienza, perché è la loro "cultura " e bisogna aspettare che passi. Nel mentre, va permesso che gli islamici infagottino le donne, le infibulino, le vendano in sposa e menino le mogli secondo le prescrizioni di Maometto e dintorni (ma il tutto per loro scelta, si capisce). 
Abbiamo lottato duramente contro questi retaggi medievali, ci siamo presi le manganellate dalla celere, qualcuno ci ha rimesso le penne per sancire la libertà della donna, i suoi diritti come i-n-d-i-v-i-d-u-o, l'aborto, il divorzio, ma ci siamo sbagliati, chiediamo scusa ai preti, a CL e a quelli come Giovanardi. Perché siamo talmente liberali da permettere il sopruso, la prepotenza della religione che pretende di condizionare il concetto di dignità e applicarlo ovunque si trovi: tu sei degno, tu no. Tu puoi stare in mutande, tu no. Tu puoi avere più coniugi, tu no. Tu puoi tradire il consorte, tu no. Tu puoi menare il coniuge, tu no. Tu puoi guidare, tu no. Tu ti puoi sposare, tu no. 
Se le culture hanno diritti,  allora perché non permettere anche l'infibulazione chirurgica come prestazione sanitaria? Perché non modificare il diritto di famiglia in modo da permettere al marito di "raddrizzare " la moglie, o ai padri di concedere in sposa le figlie? 
I preti ( e neanche tutti) possono fare certi discorsi, ma non certo i liberali e men che meno i marxisti: non concepisco come possa definirsi "atto di libertà" indossare una palandrana che infagotta la donna dalla testa ai piedi, una costrizione religiosa che simboleggia la nullità della femmina nei confronti del maschio che la domina. 
Certe tesi mi sconcertano: questa sinistra che prende le difese del burkini, posta foto di preti e di suore (come simbolo di avanguardia culturale?) non si può francamente sentire.

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