LA LIBERTA SENZA SE E SENZA MA NON È UN BENE IN SÈ
Penso sia importante il rispetto delle p-e-r-s-o-n-e e non delle c-u-l-t-u-r-e. La nostra società sancisce il primato degli i-n-d-i-v-i-d-u-i sulle c-u-l-t-u-r-e assumendo il rispetto delle persone e della loro dignità come principio assoluto a cui devono sottostare tutte le culture e tutte le fedi.
Come ho scritto più volte ( e mai mi stancherò di scriverlo ) in una società democratica e liberale nessuna cultura può avere diritti perché si dà il caso che le culture possano avere diritti, senza che ne abbiamo le persone che vi appartengono ( vedi le donne per molte religioni, o gli operai per il liberismo selvaggio ).
E le p-e-r-s-o-n-e si rispettano col diritto positivo, che sta lì a proteggere gli individui anche con precetti e divieti: come il divieto di picchiare la moglie; il divieto di vendere in sposa la propria figlia; o il divieto di licenziare l'operaio senza giusta causa, perché è gay.
La proibizione, il divieto non sono un tabù nello stato di diritto, ma il mezzo positivo per garantire i diritti di tutti gli i-n-d-i-v-i-d-u-i sulla base dei valori cui si fonda lo stato ( che in Occidente è democratico ).
Se le culture/le tradizioni /le religioni vanno rispettate in sé, sono libere a prescindere, se il divieto è illiberale, allora va rispettata anche la religione liberista che permette ai capitalisti di fare ciò che gli pare.
Non si può inorridire alla parola divieto nei confronti della religione islamica e poi rivendicare divieti nei confronti della religione liberista. Se esiste un po' di logica, allora il divieto è ammissibile o è inammissibili verso ogni cultura.
Al netto della questione burkini, per cui ho scritto fin da subito che prima di vietarlo occorre cautela e profonda riflessione ( ma senza essere letta a quanto pare o quantomeno capita), rimane la questione filosofica di fondo: la libertà è un bene in sé?
Dipende. Per esempio, la libertà economica, senza limiti, teorizzata dal liberismo selvaggio, per me è un male.
Ogni società si fonda su valori specifici che difende con la legge ( prima) e con la forza (poi).
La retorica della libertà (senza se e senza ma) può andare bene al capitalismo selvaggio, ma nessun gruppo sociale basato sul diritto positivo sopravvive se applica questo paradigma.
O si difende il diritto positivo, o si accetta il far west o le regole di un dio cioé di un tizio che dice di parlare a nome suo.
Mi rendo conto di avere banalizzato concetti complessi, ma credo che vada capito bene il concetto di stato di diritto.

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