Thursday, May 18, 2017

ULIVO

Serve aprire una riflessione critica sull'Ulivo: è assurdo farne un totem, una sorta di mito intoccabile che non può essere messo in discussione. 
C'è una bella differenza tra il riformismo emiliano  e quello  ulivista: il primo ha teorizzato e realizzato la municipalizzazione (pubblicizzazione) dei servizi, il secondo li ha privatizzati; il primo ha creato il welfare pubblico, il secondo lo ha disfatto; il primo ha fondato la propria azione sull'idea di comunità e di beni comuni, il secondo sul mercato: non c'è nessuna continuità tra il riformismo emiliano e quello ulivista. Al contrario, quel riformismo nato sulle polveri del muro crollato ha sancito una vera rottura culturale e politica col passato, ha saltato il fosso e si è messo al servizio dell'altra parte: lo vogliamo (onestamente) ammettere?

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