Tuesday, May 15, 2007

DICOno SCIOCCHEZZE

Ancora una volta a parlare dei DICO per confutare le tante ed abnormi sciocchezze che si sono sentite in queste ultime settimane.
E non parlo della "massa papalina" che ha sfilato composta al Family Day. Ma delle elité, dei giornalisti, giuristi, professori, letterati, filosofi, politici, tutti appiattiti sulla morale vaticana e pronti a scendere in campo per avvallare, "intellettualmente" la cultura arcaica e spregiudicata della Chiesa.
Prima hanno presenziato i salotti TV perorando la causa antiDICO scomodando la "natura".
Poi sono passati a cavalcare l'art. 29 della Costituzione, forse senza leggerlo.
Perchè per come è formulato va abbondantemente oltre il testo blando e lacunoso dei DICO e si pone come assunto giuridico al diritto costituzionale degli omosessuali a contrarre legittimo matrimonio.
Non voglio dire che tale diritto sia chiaramente esplicitato, ma la formulazione astratta del testo, affatto casuale, inconfutabilmente non lo nega.

"LA REPUBBLICA RICONOSCE I DIRITTI DELLA FAMIGLIA COME SOCIETA' NATURALE FONDATA SUL MATRIMONIO. IL MATRIMONIO E' ORDINATO SULL'EGUAGLIANZA MORALE E GIURIDICA DEI CONIUGI, CON I LIMITI STABILITI DALLA LEGGE A GARANZIA DELL'UNITA' FAMILIARE".

Ergo.
La Repubblica riconosce ai cittadini il diritto di costituire, secondo la propria natura, una famiglia fondata sul matrimonio. Tali famiglie hanno diritti riconosciuti dallo Stato.

I "CONIUGI", non il marito e la moglie, ma i "CONIUGI" (espressione che comprende anche gli individui dello stesso sesso), hanno all'interno della famiglia stessi diritti e uguaglianza morale con i limiti dettati dalla legge per garantire l'unità della famiglia.

L'espressione "CONIUGI" è la stessa utilizzata da Zapatero per sostituire le parole "marito" e "moglie" nella legge sul diritto di famiglia spagnolo ed estendere il diritto di matrimonio anche alle persone omosessuali. Un concetto universale dei diritti civili che nel terzo millennio dovrebbe essere acquisito e che invece nel nostro Paese trova un accanito e diffuso ostruzionismo.

Ogniuno è ovviamente libero di esprimere liberamente il proprio pensiero e dare le interpretazioni che crede. Ma cavalcare la Costituzione per sostenere deliranti posizioni giuridiche è davvero un' operazione ipocrita e per certi aspetti meschina.

Mi ripeto. La difesa di un certo modello di FAMIGLIA è solo una questione culturale, ideologica, per certi versi pregiudiziale. E' una questione religiosa, forse economica, di sicuro omofobica.

I detrattori dicano chiaramente che non sono disposti a riconoscere nè socialmente, nè giuridicamente, i diritti degli omosessuali.

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