QUANDO IL DIAVOLO SI VESTE DA "PRETE"
Non so se vi è mai capitato di vedere "Chi l'ha visto"? Personalmente trovo sia un format alquanto collaudato, audace, un treno mediatico in corsa tra sparizioni spontanee e casi che assumono i contorni di veri e propri gialli, disgrazie di gente comune che giacciono senza risposta in qualche procura di provincia.
Lo seguo dal suo primo approdo, in modo saltuario e spesso un pò sonnecchiante, anche se devo ammettere che l'ultima padrona di casa, Federica Sciarelli, è brava, molto brava e all'ottima ricostruzione dei fatti di cronaca vi aggiunge una certa ostinazione nello svolgimento delle indagini: la redazione prende di mira, trivella, accerchia, scava, analizza, fa di fatto quello che gli organi inquirenti (forse) hanno omesso di fare.
Non solo giornalismo, insomma, ma anche investigazione. E così, casi di sparizioni che sembrano "fughe", assumono altri contorni e si scoprono elementi nuovi che verosimilmente potrebbero far parlare di veri e propri casi di omicidio.
Come nel caso di Sonia Marra scomparsa da Perugia nel novembre del 2006.
Sonia frequentava la facoltà di medicina nel capoluogo umbro e viveva in una stanza della foresteria dell'Istituto di Studi Teologici (svolgendo anche le funzioni di segretaria addetta alla reception). Poi improvvisamente è scomparsa. Cosa è accaduto a Sonia Marra? Possibile che si sia dissolta nel nulla?
L'inchiesta pare stia per essere archiviato dalla procura, ma le indagini svolte dalla redazione del programma aprono ipotesi inquietanti.
Pare che la ragazza avesse da qualche tempo una relazione con un uomo, forse uno studente frequentante l'Istituto religioso dove viveva ed è certo che qualche giorno prima di sparire aveva acquistato l'occorrente per fare il test di gravidanza. Era in cinta? E di chi? Forse del teologo? E' scappata dalla vergogna o è stata fatta sparire per non affrontare una paternità indesiderata? O quello che si sarebbe interpretato come uno scandalo?
Di sicuro uno scandalo è stato vedere la giornalista del programma richiedere un' intervista al Vescovo e venire snobbata con irritante supponenza. E uno scandalo è stato ascoltare una telefonata con un altro religioso, che si è rifiutato di rispondere ed ha invitato la sua interlocutrice a non richiamare.
Forse c'è qualcosa da nascondere? Perchè questo rifiuto di parlare? Perchè negarsi al confronto con "Chi l'ha visto"? Perchè rifiutare ad una famiglia distrutta, dilaniata dal dolore, anche solo il conforto di un'ipocrita, cortese, scontata collaborazione?
Ecco, dibolico, il comunicato della diocesi di Perugia dopo la puntata del 2 luglio.
"l'Archidiocesi di Perugia - Citta' della Pieve, che gia' da tempo sta fattivamente collaborando con gli inquirenti alla soluzione della dolorosa vicenda, non puo' non dolersi dell'artefatta rappresentazione del caso cosi' come andata in onda, specialmente ove si sono adombrati loschi traffici e coinvolgimenti personali del tutto privi di fondamento, se non calunniosi". "l'Arcivescovo, prescindendo dai contenuti della trasmissione, ha manifestato e manifesta nuovamente la sua disponibilita' ad incontrare i familiari di Sonia, anche per poter meglio esprimere loro la solidarieta' sua e di tutti i suoi collaboratori".
Lo seguo dal suo primo approdo, in modo saltuario e spesso un pò sonnecchiante, anche se devo ammettere che l'ultima padrona di casa, Federica Sciarelli, è brava, molto brava e all'ottima ricostruzione dei fatti di cronaca vi aggiunge una certa ostinazione nello svolgimento delle indagini: la redazione prende di mira, trivella, accerchia, scava, analizza, fa di fatto quello che gli organi inquirenti (forse) hanno omesso di fare.
Non solo giornalismo, insomma, ma anche investigazione. E così, casi di sparizioni che sembrano "fughe", assumono altri contorni e si scoprono elementi nuovi che verosimilmente potrebbero far parlare di veri e propri casi di omicidio.
Come nel caso di Sonia Marra scomparsa da Perugia nel novembre del 2006.
Sonia frequentava la facoltà di medicina nel capoluogo umbro e viveva in una stanza della foresteria dell'Istituto di Studi Teologici (svolgendo anche le funzioni di segretaria addetta alla reception). Poi improvvisamente è scomparsa. Cosa è accaduto a Sonia Marra? Possibile che si sia dissolta nel nulla?
L'inchiesta pare stia per essere archiviato dalla procura, ma le indagini svolte dalla redazione del programma aprono ipotesi inquietanti.
Pare che la ragazza avesse da qualche tempo una relazione con un uomo, forse uno studente frequentante l'Istituto religioso dove viveva ed è certo che qualche giorno prima di sparire aveva acquistato l'occorrente per fare il test di gravidanza. Era in cinta? E di chi? Forse del teologo? E' scappata dalla vergogna o è stata fatta sparire per non affrontare una paternità indesiderata? O quello che si sarebbe interpretato come uno scandalo?
Di sicuro uno scandalo è stato vedere la giornalista del programma richiedere un' intervista al Vescovo e venire snobbata con irritante supponenza. E uno scandalo è stato ascoltare una telefonata con un altro religioso, che si è rifiutato di rispondere ed ha invitato la sua interlocutrice a non richiamare.
Forse c'è qualcosa da nascondere? Perchè questo rifiuto di parlare? Perchè negarsi al confronto con "Chi l'ha visto"? Perchè rifiutare ad una famiglia distrutta, dilaniata dal dolore, anche solo il conforto di un'ipocrita, cortese, scontata collaborazione?
Ecco, dibolico, il comunicato della diocesi di Perugia dopo la puntata del 2 luglio.
"l'Archidiocesi di Perugia - Citta' della Pieve, che gia' da tempo sta fattivamente collaborando con gli inquirenti alla soluzione della dolorosa vicenda, non puo' non dolersi dell'artefatta rappresentazione del caso cosi' come andata in onda, specialmente ove si sono adombrati loschi traffici e coinvolgimenti personali del tutto privi di fondamento, se non calunniosi". "l'Arcivescovo, prescindendo dai contenuti della trasmissione, ha manifestato e manifesta nuovamente la sua disponibilita' ad incontrare i familiari di Sonia, anche per poter meglio esprimere loro la solidarieta' sua e di tutti i suoi collaboratori".

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