DANIELE LUTAZZI E LA POLITICA
All'indomani della minifestazione del V-Day, Lutazzi prende carta e penna per scrivere sul sito di Micromenga che le proposte di legge avanzate da Beppe grillo fanno "acqua da tutte le parti". Mi permetto di dissentire e spiego, perchè, precisarnandone alcuni aspetti da lui richiamati.
Innanzi tutto l'idea che l'esperienza parlamentare potrebbe rappresentare per la democrazia un bene prezioso. Può essere, ma non abbiamo ancora avuto modo di sapere come sarebbe stato il nostro Paese se ci fosse stato maggiore ricambio della classe politica. Laddove questo ricambio esiste, si registra una maggiore efficienza dell Stato e si respira molta più legalità.
Lutazzi poi sostiene che essere stati condannati potrebbe non costituire una pregiudiziale per l'elezione e metterebbe nelle mani della magistratura un potere politico improprio. E' un rischio, ma voglio ricordare che se un semplice cittadino volesse partecipare ad un concorso pubblico dovrebbe presentare una fedina penale immacolata. Allora la domanda che i cittadini si pongono è: se a chi è stato condannato gli è precluso di fare il bidello, come è possibile permettergli di fare il deputato?
Sulla legge elettorale, che concordo, "non risolve la pochezza umana", non c'è manuale di scienza della politica che non additerebbe una legge proporzionale senza possibilità di preferenza (quella attualmente in vigore) come un aberrazione. Perchè a ben pensarci, 10 segretari che decidono di piazzare chi vogliono sono la fotografia di una oligarchia cammuffata e non di una democrazia. La cosa paradossale è piuttosto che si debba chiedere a gran voce una legge per ridare ai cittadini il diritto di scelta.
Chiudo, riflettendo sulla sciocchezza ribadita da molti giornalisti anche illustri, di pensare che i 300.000 nelle piazze fossero "beduini" alla ricerca del proprio "guru". Niente di più lontano dalla realtà.
Domenica Prossima, REPORT approfondirà l'analisi dei sitemi politici degli altri Stati dell'Unione. Sarà interessante vedere il nostro Paese al confronto con l'Europa.
Lutazzi poi sostiene che essere stati condannati potrebbe non costituire una pregiudiziale per l'elezione e metterebbe nelle mani della magistratura un potere politico improprio. E' un rischio, ma voglio ricordare che se un semplice cittadino volesse partecipare ad un concorso pubblico dovrebbe presentare una fedina penale immacolata. Allora la domanda che i cittadini si pongono è: se a chi è stato condannato gli è precluso di fare il bidello, come è possibile permettergli di fare il deputato?
Sulla legge elettorale, che concordo, "non risolve la pochezza umana", non c'è manuale di scienza della politica che non additerebbe una legge proporzionale senza possibilità di preferenza (quella attualmente in vigore) come un aberrazione. Perchè a ben pensarci, 10 segretari che decidono di piazzare chi vogliono sono la fotografia di una oligarchia cammuffata e non di una democrazia. La cosa paradossale è piuttosto che si debba chiedere a gran voce una legge per ridare ai cittadini il diritto di scelta.
Chiudo, riflettendo sulla sciocchezza ribadita da molti giornalisti anche illustri, di pensare che i 300.000 nelle piazze fossero "beduini" alla ricerca del proprio "guru". Niente di più lontano dalla realtà.
Domenica Prossima, REPORT approfondirà l'analisi dei sitemi politici degli altri Stati dell'Unione. Sarà interessante vedere il nostro Paese al confronto con l'Europa.

0 Comments:
Post a Comment
<< Home