V-DAY (AFTER)
Leggo allibita sui vari quotidiani i commenti sconcertanti sul V-DAY. Non c'è nulla di più pericoloso per una democrazia, che un potere politico arrogante, presuntuoso, sordo agli umori e alle aspettative dei cittadini. Non c'è nullo di più disdicevole di una casta che si avvita sui propri privilegi e parla, con presunzione, di demagogia, di anti-politica e di qualunquismo nei confronti di migliaia di cittadini che manifestano contro l'immoralità e l'autoreferanzialità della classe politica.
Se si votasse domani, la sinistra perderebbe le elezioni. E non perchè gli elettori del'Unione voterebbero e destra, ma perchè, semplicemente, i tanto delusi e indignati di quanto fatto da questo governo in termini di legalità e morale non andrebbero a votare.
I tempi della pedagogia politica, per cui agli elettori si potevano fare mandare giù rospi di ogni genere sono finiti. I cittadini oggi si informano, leggono, studiano, si parlano, fanno valutazioni comparate con ciò che accade in altri Paesi, pensano.
I partiti si dimentichino i tempi in cui si andava ai festival a cuocere le salsicce e si prendeva per postulato quello che dicevano gli apparti. E anche i giornalisti si scordino l'adesione aprioristica di quanto scrivono solo per fatto di essere delle penne famose. Il consenso si guadagna sul campo, riportando fatti o scrivendo opinioni intelligenti.
Si sappia che nessuno di quanti hanno aderito al V-day ha mai pensato di risolvere le tante questioni poste da Beppe Grillo con una bel raduno nelle piazze e un corale un vaffa....lo. Tutti quanti comprendono la complesità della politica ed è ridicola la strada di liqiudare le migliaia di persone che hanno partecipato alla manifestazione come banali qualinquisti. Banale e puerile è semmai questa analisi.
Gli elettori hanno trovato un canale di partecipazione democratica e hanno inteso innanzi tutto esserci, ponendo problemi veri, radicati e non più tollerabili. La politica è una plutocrazia immorale, praticamente inamovibile che gode di inauditi privilegi. Ecco, tutto questo va RADICALMENTE cambiato. Il potere farebbe bene ad ascoltare gli umori della piazza, accetti questo umile consiglio.
Se si votasse domani, la sinistra perderebbe le elezioni. E non perchè gli elettori del'Unione voterebbero e destra, ma perchè, semplicemente, i tanto delusi e indignati di quanto fatto da questo governo in termini di legalità e morale non andrebbero a votare.
I tempi della pedagogia politica, per cui agli elettori si potevano fare mandare giù rospi di ogni genere sono finiti. I cittadini oggi si informano, leggono, studiano, si parlano, fanno valutazioni comparate con ciò che accade in altri Paesi, pensano.
I partiti si dimentichino i tempi in cui si andava ai festival a cuocere le salsicce e si prendeva per postulato quello che dicevano gli apparti. E anche i giornalisti si scordino l'adesione aprioristica di quanto scrivono solo per fatto di essere delle penne famose. Il consenso si guadagna sul campo, riportando fatti o scrivendo opinioni intelligenti.
Si sappia che nessuno di quanti hanno aderito al V-day ha mai pensato di risolvere le tante questioni poste da Beppe Grillo con una bel raduno nelle piazze e un corale un vaffa....lo. Tutti quanti comprendono la complesità della politica ed è ridicola la strada di liqiudare le migliaia di persone che hanno partecipato alla manifestazione come banali qualinquisti. Banale e puerile è semmai questa analisi.
Gli elettori hanno trovato un canale di partecipazione democratica e hanno inteso innanzi tutto esserci, ponendo problemi veri, radicati e non più tollerabili. La politica è una plutocrazia immorale, praticamente inamovibile che gode di inauditi privilegi. Ecco, tutto questo va RADICALMENTE cambiato. Il potere farebbe bene ad ascoltare gli umori della piazza, accetti questo umile consiglio.

0 Comments:
Post a Comment
<< Home