EROI DIMENTICATI NEL PAESE DELLA MAFIAIl documentario esamina il rapporto fra la mafia siciliana e lo Stato italiano negli anni della prima Repubblica ed è soprattutto la storia di una clamorosa vittoria nella lotta contro la mafia, quella del più grande processo alla mafia mai celebrato. Ma è anche la storia di una lenta, inesorabile morte. In un altro Paese, racconta Alexander Stille, "gli artefici di una tale vittoria sarebbero stati considerati un patrimonio nazionale. Dopo aver vinto la prima battaglia a Palermo, ci si sarebbe aspettato che Falcone e i suoi colleghi fossero messi nelle condizioni di vincere la guerra. Invece in Italia avvenne proprio il contrario".
Nella "seconda Repubblica", a ben vedere, le cose non sono andate certo meglio, anzi. Dagli attacchi frontali e sistematici di Berlusconi alla magistratura, all'inerzia colpevole e complice del centro-sinistra che ha tradito la missione antimafia mettendo al ministero competente nientemeno che Mastella.
E' una constatazione amara, agghiacciante, inconfutabile: le cosche decidono in venti secondi, lo Stato in vent'anni. Come si può chiedere alla gente di avere fiducia e di collaborare?
La mafia si combatte in Sicilia, l' 'ndrangheta in Calabria, la camorra in Campania. Ma la guerra si vince a Roma e a Roma, questa guerra, non pare affatto necessaria. Per non dire altro.

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