LA LEGGE E' UGUALE PER TUTTI, MA......Dal Blog Di Antonio Di Pietro
Prima il ministro della Giustizia che interviene sugli atti della Forleo, ora il Procuratore Generale della corte di Cassazione, con in mezzo il monito ai giudici del Presidente della Repubblica a stare attenti a quello che scrivono. Mi sembra un film già visto.
Nel 1994 allorché arrivammo ai piani alti della politica, tutto il sistema si coalizzò per criminalizzare i magistrati, piuttosto che farsi un serio esame di coscienza su che cosa era accaduto nei rapporti tra politica e affari.
A distanza di tredici anni, la questione si ripropone tale e quale ad allora. Ed ancora una volta sembra che la colpa sia dei magistrati che tentano di fare il proprio dovere e non della politica che cerca di approfittare del proprio ruolo.
Ora come allora, però ho l’impressione che ci sia un chiaro scollamento tra il Paese legale, quello delle Istituzioni altisonanti, ed il Paese reale, quello del popolo che vuole vera giustizia, uguale per tutti.
Nel 1994 allorché arrivammo ai piani alti della politica, tutto il sistema si coalizzò per criminalizzare i magistrati, piuttosto che farsi un serio esame di coscienza su che cosa era accaduto nei rapporti tra politica e affari.
A distanza di tredici anni, la questione si ripropone tale e quale ad allora. Ed ancora una volta sembra che la colpa sia dei magistrati che tentano di fare il proprio dovere e non della politica che cerca di approfittare del proprio ruolo.
Ora come allora, però ho l’impressione che ci sia un chiaro scollamento tra il Paese legale, quello delle Istituzioni altisonanti, ed il Paese reale, quello del popolo che vuole vera giustizia, uguale per tutti.
E' da tanto che lo ripeto: la casta non ama i corpi estranei che tentano di cambiare il sistema a cominciare dai magistrati in carica che cercano di fare il loro mestiere.
Tante chiacchere sulla legalità, tanto vociare moralizzante, ma dopo l'era Berlusconiana nulla davvero è stato fatto. A volere essere onestamente obiettivi, il Polo avrà anche fatto le leggi vergogna, ma, dati alla mano, l'Unione non ha mosso un dito per toglierle, sono ancora tutte lì. E quando si tratta di difendersi da ipotesi di reato avanzate dalle procure, la politica, sia di destra, che di sinistra, attiva le stesse strategie: cerca lo scontro istituzionale, attacca la magistratura, la delegittima, forte, come ormai appare evidente, dei propri privilegi.
Per non parlare della questione morale: oggi essere inquisiti sembra conferire un’aureola di persecuzione e quasi costituire un titolo di merito.
Tante chiacchere sulla legalità, tanto vociare moralizzante, ma dopo l'era Berlusconiana nulla davvero è stato fatto. A volere essere onestamente obiettivi, il Polo avrà anche fatto le leggi vergogna, ma, dati alla mano, l'Unione non ha mosso un dito per toglierle, sono ancora tutte lì. E quando si tratta di difendersi da ipotesi di reato avanzate dalle procure, la politica, sia di destra, che di sinistra, attiva le stesse strategie: cerca lo scontro istituzionale, attacca la magistratura, la delegittima, forte, come ormai appare evidente, dei propri privilegi.
Per non parlare della questione morale: oggi essere inquisiti sembra conferire un’aureola di persecuzione e quasi costituire un titolo di merito.
Come si conviene ad un popolo incivile: uniti contro i giudici per autoassolversi.

0 Comments:
Post a Comment
<< Home