Thursday, April 17, 2008

QUEL CHE RESTA DELLA FALCE E MARTELLO
Non credo che questo sia il momento migliore per una seria disamina politica: a botta calda, le ferite bruciano e fanno dire tante scemenze.
Perciò occorre lasciare marinare la batosta per iniziare un percorso di sana e robusta riflessione. Servirà una buone dose di realismo per centrare il vero nodo politico e fare il punto su un dato inconfutabile: il centro-sinistra, senza la sinistra è destinato a perdere in eterno. Lo dimostrano le elezioni dal 1994 ad oggi, lo dice Arturo Parisi, lo pensa la Bindi ed è l'idea di molti ex democristiani che di politica se ne intendono. Perciò, depurare la strategia del PD della linea del suo segretario non solo "si può fare", ma si deve. Sono in gioco dai 2 ai 3 milioni di voti.
D'altro canto, anche dalla parte Arcobaleno, c'è davvero molto su cui ragionare.
Si sente parlare di ritorno al linguaggio marxista, alla falce e martello, al comunismo ortodosso, ma detto molto francamente, non credo sia questo ciò che è mancato alla sinistra Arcobaleno per confermare il proprio consenso: la società italiana è molto cambiata, il mondo produttivo è completamente diverso rispetto al dopoguerra, le classi sociali hanno subito profondi mutamenti alterando le dimamiche della rappresentanza politica che non possono più essere individuate con una chiave di lettura marxista.
La domanda è: cosa si aspettano l'operaio, o l'addetto ad un call-center, o l'mpiegato di una azienda, da un partito di sinistra per votarlo? L'analisi e la cura della società in termini strettamente marxisti, o una politica alla Zapatero che pur non rinnegando la globalizzazione, la governa? Di sicuro si aspettano un programma politico che su temi pratici si proponga di migliorare le loro condizioni di vita e di lavoro.
Nell'area riformista va posta fortemente la questione dei diritti degli individui, ormai consolidati in tutto il resto d'Europa, ma ancora un tabù per la nostra società. Nel nostro paese mancano all'appello leggi all'avanguardia sui diritti delle donne, dei gay, sulle pari opportunità, su tutte quelle aree in cui i poteri forti dell'economia sono più neutrali e perciò meno imponenti. Su questo campo della vita privata l'elettore di sinistra si aspetta davvero un altro passo, così come si aspetta che il PD cambi rotta su conflitto di interessi, giustizia e legalità.
E poi ultima, ma non certo per importanza, c'è l'immigrazione, un fenomeno che va governato e non certo subito come è accaduto fino ad oggi. Su questa materia la sinistra è troppo ideologica, tendenzialmente arrogante e culturalmente molto snob. Propugna una politica di accoglienza a maglie larghe mentre non si accorge che i costi sociali di tale fenomeno vengono completamente scaricati sugli strati deboli della popolazione, sia in termini di sicurezza, sia in termini di concorrenza nei servizi sociali e nel mondo del lavoro.
Credo che su questi punti PD e Arcobaleno dovranno ritrovare la giusta via per incontrarsi di nuovo. E' su questa strada che si gioca il futuro della sinistra italiana.

1 Comments:

Anonymous Anonymous said...

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6:10 AM  

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