IL REFERENDUM TRADITO
E quel SI è un ordine se ad esprimerlo sono 26 milioni di cittadini. Anche per il Parlamento.
Nel giugno del 2011, 27 milioni di Italiani si sono recati alle urne
per pronunciarsi sull’abrogazione dell’articolo di legge che obbligava i
comuni a privatizzare i servizi pubblici locali.
Il risultato è stato inequivocabile: in 26 milioni hanno detto SI, SI all’abrogazione di quell’articolo, perché, evidentemente, per la maggioranza dei cittadini, certi servizi devono rimanere a gestione pubblica a cominciare dall’acqua.
Questo accadeva a giugno. In agosto il Parlamento italiano ha varato un decreto che fa rientrare dalla finestra quello che 26 milioni di cittadini italiani hanno cacciato dalla porta.
E’ difficile immaginare un oltraggio più grave alla nostra democrazia: il corpo elettorale che è l’organo costituzionale per eccellenza, è stato ignorato, disatteso, umiliato, svuotato totalmente dei suoi poteri senza che nessuno dicesse nulla.
Nel silenzio colpevole delle istituzioni, il Parlamento ha azzerato con un colpo di spugna la volontà popolare ed ha varato una legge che consegna nelle mani del mercato la gestione dei servizi pubblici locali.
E' stato instaurato una sorta di “totalitarismo invertito” dove le strutture economiche controllano lo Stato e dove le persone giuridiche contano di più, molto di più di quelle fisiche. Ma le persone giuridiche, per quanto siano un’utile formulazione legale per creare un’impresa, non possono essere considerate dei cittadini. Noi popolo e soltanto noi siamo i cittadini: riprendiamoci allora il nostro pezzettino di sovranità, che non è solo andare a votare, ma è esercitare la nostra cittadinanza e con essa i suoi poteri, come recarsi alle urne per dire SI al Referendum.
Il risultato è stato inequivocabile: in 26 milioni hanno detto SI, SI all’abrogazione di quell’articolo, perché, evidentemente, per la maggioranza dei cittadini, certi servizi devono rimanere a gestione pubblica a cominciare dall’acqua.
Questo accadeva a giugno. In agosto il Parlamento italiano ha varato un decreto che fa rientrare dalla finestra quello che 26 milioni di cittadini italiani hanno cacciato dalla porta.
E’ difficile immaginare un oltraggio più grave alla nostra democrazia: il corpo elettorale che è l’organo costituzionale per eccellenza, è stato ignorato, disatteso, umiliato, svuotato totalmente dei suoi poteri senza che nessuno dicesse nulla.
Nel silenzio colpevole delle istituzioni, il Parlamento ha azzerato con un colpo di spugna la volontà popolare ed ha varato una legge che consegna nelle mani del mercato la gestione dei servizi pubblici locali.
E' stato instaurato una sorta di “totalitarismo invertito” dove le strutture economiche controllano lo Stato e dove le persone giuridiche contano di più, molto di più di quelle fisiche. Ma le persone giuridiche, per quanto siano un’utile formulazione legale per creare un’impresa, non possono essere considerate dei cittadini. Noi popolo e soltanto noi siamo i cittadini: riprendiamoci allora il nostro pezzettino di sovranità, che non è solo andare a votare, ma è esercitare la nostra cittadinanza e con essa i suoi poteri, come recarsi alle urne per dire SI al Referendum.
E quel SI è un ordine se ad esprimerlo sono 26 milioni di cittadini. Anche per il Parlamento.

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