Thursday, July 17, 2014

LE COLPE



Dunque è finita. Il mercato delle vacche ha prodotto i suoi frutti: la democrazia italiana sta per arrivare al capolinea. Svenduta da una classe politica di omuncoli ricattabili, sarà rimpiazzata dall'investitura plebiscitaria: chi vince prende tutto, il voto popolare sarà il lavacro che giustifica i poteri assoluti del Premier, come già nel Sud America dei generali.

Avremo anche noi il nostro Perón. Capiremo il senso di questa scelta nei prossimi 20 anni, ma intanto siamo un popolo innamorato che ha riposto smisurata fiducia nei confronti di un uomo: l’indignazione profonda arriverà solo tra qualche tempo, quando sprofonderemo nel buio cupo del potere autoritario e i nostri portafogli saranno vuoti. Allora ci sveglieremo dal lungo sonno e scopriremo che le armi del popolo sono spuntate. Cosi verrà istintivo attribuire delle colpe. Ma sarà troppo tardi.  

Io ci ho perso il sonno a ricostruire a queste colpe cercando ogni notte di metterle in fila secondo un ordine di gravità che intende distinguere tra le diverse responsabilità.

A partire dalle colpe della borghesia, uno strato di mezzo di popolazione ignorante, sempre rinchiusa nel recinto a difendere i propri interessi: mai uno sguardo d’insieme collettivo; mai uno slancio gratuito nei confronti del Paese; mai un esame di coscienza sulla questione morale. Radical a parole, ma egoista nei fatti, iconografia di un’opportunismo smisurato che può essere riassunto in questa semplice domanda: “e io che ci guadagno?”.

Le colpe della classe dirigente: quei pochissimi dei piani alti, privilegiati che vivono separati dal mondo, del tutto indifferenti a cosa accade nei garage. “Razza padrona” senza scrupoli, boiardi in doppio petto, mani invisibili che decidono dei destini degli altri senza minimamente preocuparsene, iconografia di un cinismo freddo e spietato che può essere riassunto nella seguente frase: “ la lotta di classe esiste e l’abbiamo vinta noi”. Segue incontenibile risata.

Le colpe della classe politica, una casta di varia umanità che va messa in graticola a partire dai peggiori:

1) quegli ex comunisti che si sono venduti al nemico per interesse personale: mediocri col cartellino del prezzo, opportunisti indegni disposti a sacrificare tutto: uguaglianza, giustizia, democrazia, diritti, tutto; tutto quello in cui hanno sempre creduto per un po’ di potere;

2) quegli ex democristiani in perenne fase di riciclo, sempre a pescare nel torbido, sempre a tramare nel sottobosco, ambiziosi e bugiardi, scaltri e geniali, capaci di risorgere con ogni tipo di regime;

3) quelli del vaffanculo collettivo, del rutto liberatorio che esprime al potere la propria ripugnanza, senza nessuna arte della politica e del compromesso, stupidi quanto basta per non capire che il massimalismo esasperato porta al comando il peggiore dei nemici;

4) i  puristi della Sinistra, i sacerdoti dell’opposizione permanente, gli specialisti della scissione dell’atomo, portatori di una verginità grottesca e imbarazzante, del tutto privi di intelligenza politica, coerenti e scientifici nel disperdersi sempre contro i propri interessi per non contare mai un cazzo;

5) la feccia delle libertá. Piccoli bottegai animati da invidia sociale. Frustrati senza idea dello Stato della legge, pronti ad arraffare, quanto si può - tanto così fan tutti- ma che, se va male, che tutti lascino subito l’osso e vivano in miseria. Commercianti senza etica, impiegati pronti a vestirsi in Armani per sentirsi importanti, bigotti e razzisti con i forconi puntati sempre contro i poveracci.

Le colpe degli inutili idioti, deficienti che promuovono l’astensione come atto politico contro l’indecenza dei partiti. Follia allo stato puro, al pari di quei mariti cornuti che per punire la moglie uccidono i figli.

Le colpe degli pseudo intellettuali, snob che pontificano a manetta senza sporcarsi mai le mani; che cagano l'ingegno senza mai mettersi in gioco. Quelli dallo sguardo giacobino, saccenti e vigliacchi perennemente spiaggiati sul divano a sputare sentenze.

E infine le colpe della plebe, quella massa indistinta di analfabeti strutturali che a fatica si trova l’uccello per pisciare. Un po’ santi e un po’ farabutti, poveri cristi su cui si scaglieranno tutti gli altri, ma che a pensarci bene, non c’entrano un bel niente.



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