LE COLPE
Dunque è finita. Il mercato delle vacche ha prodotto
i suoi frutti: la democrazia italiana sta per arrivare al capolinea. Svenduta
da una classe politica di omuncoli ricattabili, sarà rimpiazzata dall'investitura
plebiscitaria: chi vince prende tutto, il voto popolare sarà il lavacro che
giustifica i poteri assoluti del Premier, come
già nel Sud America
dei generali.
Avremo anche noi il nostro Perón. Capiremo il senso
di questa scelta nei prossimi 20 anni, ma intanto siamo un popolo innamorato che
ha riposto smisurata fiducia nei confronti di un uomo: l’indignazione
profonda arriverà solo tra qualche tempo, quando sprofonderemo nel buio cupo del potere autoritario e
i nostri portafogli saranno vuoti. Allora ci sveglieremo dal lungo sonno e scopriremo
che le armi del
popolo sono spuntate. Cosi verrà istintivo attribuire delle colpe. Ma sarà
troppo tardi.
Io ci ho perso il sonno a ricostruire a queste colpe
cercando ogni notte di metterle in fila secondo un ordine di gravità che
intende distinguere tra le diverse responsabilità.
A partire dalle colpe della borghesia, uno strato di mezzo di popolazione ignorante,
sempre rinchiusa nel recinto a difendere i propri interessi: mai uno sguardo
d’insieme collettivo; mai uno slancio gratuito nei confronti del Paese; mai un
esame di coscienza sulla questione morale. Radical a parole, ma egoista nei
fatti, iconografia di un’opportunismo smisurato che può essere riassunto in
questa semplice domanda: “e io che ci guadagno?”.
Le colpe della classe
dirigente: quei pochissimi dei piani alti, privilegiati che vivono
separati dal mondo, del
tutto indifferenti a cosa accade nei garage. “Razza padrona” senza scrupoli,
boiardi in doppio petto, mani invisibili che decidono dei destini degli altri
senza minimamente preocuparsene, iconografia di un cinismo freddo e spietato
che può essere riassunto nella seguente frase: “ la lotta di classe esiste e
l’abbiamo vinta noi”. Segue incontenibile risata.
Le colpe della classe
politica, una casta di varia umanità che va messa in graticola a
partire dai peggiori:
1) quegli ex comunisti che si sono venduti al
nemico per interesse personale: mediocri col cartellino del prezzo, opportunisti indegni disposti a
sacrificare tutto: uguaglianza, giustizia, democrazia, diritti, tutto; tutto quello
in cui hanno sempre creduto per un po’ di potere;
2) quegli ex
democristiani in perenne fase di riciclo, sempre a pescare nel torbido,
sempre a tramare nel sottobosco, ambiziosi e bugiardi, scaltri e geniali,
capaci di risorgere con ogni tipo di regime;
3) quelli del vaffanculo collettivo, del rutto
liberatorio che esprime al potere la propria ripugnanza, senza nessuna arte
della politica e del
compromesso, stupidi quanto basta per non capire che il massimalismo esasperato
porta al comando il peggiore dei nemici;
4) i puristi
della Sinistra, i sacerdoti
dell’opposizione permanente, gli specialisti della scissione dell’atomo,
portatori di una verginità grottesca e imbarazzante, del tutto privi di intelligenza politica,
coerenti e scientifici nel disperdersi sempre contro i propri interessi per non
contare mai un cazzo;
5) la feccia delle libertá. Piccoli bottegai animati da invidia sociale. Frustrati senza idea
dello Stato della legge, pronti ad arraffare, quanto si può - tanto così fan
tutti- ma che, se va male, che tutti lascino subito l’osso e vivano in miseria.
Commercianti senza etica, impiegati pronti a vestirsi in Armani per sentirsi
importanti, bigotti e razzisti con i forconi puntati sempre contro i poveracci.
Le colpe degli inutili
idioti, deficienti che promuovono l’astensione come atto politico
contro l’indecenza dei partiti. Follia allo stato puro, al pari di quei mariti
cornuti che per punire la moglie uccidono i figli.
Le colpe degli pseudo
intellettuali, snob che pontificano a manetta senza sporcarsi mai le
mani; che cagano l'ingegno senza mai mettersi in gioco. Quelli dallo sguardo
giacobino, saccenti e vigliacchi perennemente spiaggiati sul divano a sputare
sentenze.
E infine le colpe della plebe, quella massa indistinta di
analfabeti strutturali che a fatica si trova l’uccello per pisciare. Un po’
santi e un po’ farabutti, poveri cristi su cui si scaglieranno tutti gli altri,
ma che a pensarci bene, non c’entrano un bel niente.

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