Saturday, August 20, 2016

LA RIFORMA DELL A J.P. MORGAN

In un report del 28 maggio 2013 redatto dagli "analisi " della banca d'affari J. P. Morgan ( quella delle bolle speculative, dei derivati e dei titoli spazzatura per cui è scoppiata la crisi) è contenuta, in termini che più chiari non potrebbero essere, l'insorgere del mondo della grande finanza globalizzata nei confronti delle costituzioni democratiche del secondo dopoguerra, "costituzioni socialiste", pietre d'inciampo che possono ostacolare il rapporto circolare finanza - potere. 
Si tratta di una delle maggiori, se non la maggiore, istituzione bancaria mondiale che fa sapere le sue opinioni. Ecco cosa scive: "I sistemi politici della periferia meridionale ( dell'Europa ) sono stati instaurati in seguito alla caduta di dittature, e sono rimasti segnati da quell'esperienza. Le Costituzioni mostrano una forte influenza delle idee socialiste e in ciò riflettono la grande forza politica raggiunta dai partiti di sinistra dopo la sconfitta del fascismo. Questi sistemi politici costituzionali del Sud presentano tipicamente le seguenti caratteristiche : esecutivi deboli nei confronti dei parlamenti; governi centrali deboli nei confronti delle regioni; tutele costituzionali dei diritti dei lavoratori; [...] licenza di protestare se vengono proposte sgradite modifiche dello status quo. La crisi ha mostrato a quali conseguenze portino queste caratteristiche. I Paesi delle periferie hanno ottenuto successi solo parziali nel seguire percorsi di riforme economiche e fiscali e abbiamo visto esecutivi limitati nella loro azione dalle Costituzioni ( Portogallo ), dalle autorità locali (Spagna) e dalla crescita di partiti populisti ( Italia e Grecia )". 
 In sintesi, ciò che occorre per soddisfare i desideri degli analisti delle banche d'affari è : governo centralizzato e forte, lavoratori senza tutele costituzionali, limitazioni al diritto al dissenso ( la protesta come "licenza"). 
E la riforma costituzionale voluta da Renzi soddisfa questi desideri. 
È tutto così chiaro, terribile, ma tremendamente banale: i mercati disprezzano la democrazia, per questo le costituzioni vanno cambiate. Nel mondo globalizzato della finanza, i cittadini del Sud Europa non possono permettersi la democrazia che le loro costituzioni promettono.

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