IMMIGRAZIONE DI MASA E PAESI DEL TERZO MONDO
Le migrazioni di massa non risolvono i problemi del terzo mondo, né hanno una ricaduta positiva sulle condizioni socio-economiche dei paesi di provenienza degli immigrati. Al contrario, giovano al capitalismo occidentale offrendo manodopera a basso costo e senza condizioni, mentre l'integrazione degli immigrati si scarica totalmente sulle classi più deboli della popolazione.
L'immigrazione giova ai ricchissimi, non ai poveri e crea un ignobile business sulla disperazione: per questo ne critico profondamente la retorica e ritengo la posizione della sinistra paradossale.
Aiutare i paesi poveri è doveroso e profondamente necessario, ma in tutt'altro modo, dando molto di più e predando molto di meno.
Servirebbe un piano strutturale per l'Africa, questo dovrebbe chiedere la sinistra: nessuno emigra se può sopravvivere degnamente nel proprio paese.
Fabrizio Gatti, in un bellissimo articolo su " l' Espresso " qualche tempo fa spiegava che l'alternativa agli sbarchi esiste : con due miliardi e mezzo di euro, si possono creare in Africa circa 2 milioni di posti di lavoro che possono sostenere circa 13 milioni di persone. Due miliardi e mezzo di euro è la metà di quello che spenderà solo l'Itala nel 2017 per l'emergenza sbarchi: si pensi a quanto potrebbe fare l'Europa tutta insieme.
Non si tratta di esprimersi sull'accoglie di chi scappa dalla guerra che è cosa umana e giusta, ma di cogliere la stretta connessione tra l"immigrazione (economica) di massa e il capitalismo. Tra: immigrazione e destabilizzazione del nostro sistema economico e dei diritti; immigrazione e ricaduta socio-economica sulle fasce più deboli della popolazione; immigrazione e sfruttamento; immigrazione e nuove terribili schiavitù; immigrazione e ricaduta socio-economica sui Paesi di provenienza degli immigrati.
Analizzare il fenomeno in chiave marxista è legittimo o è diventata un'eresia?

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