IL TRADIMENTO DELLE ÉLITE
Scrive un populista /xenofobo come Federico Rampini:
[..] Il tradimento delle élite è avvenuto quando abbiamo creduto al mantra della globalizzazione, abbiamo teorizzato e propagandato i benefici delle frontiere aperte e questi per la maggior parte non si sono realizzati. Quando abbiamo continuato a recitare un'astratta retorica europeista mentre per milioni di persone l'euro e l'austerity erano sinonimo di grande fallimento. Il tradimento si è consumato quando abbiamo difeso ad oltranza ogni forma di immigrazione, senza vedere l'enorme minaccia che stava maturando dentro il mondo islamico, un'ostilità implacabile ai nostri valori... [...]
[...]Tanti islamici hanno cominciato a pensare che la loro è una civiltà superiore, che non hanno nulla da imparare, anzi, devono evitare ogni contaminazione con nio. Inoltre questo senso di superiorità si mescola ad un sentimento di rancore verso l'Occidente, producendo un mix esplosivo, di cui solo oggi vediamo tutte le conseguenze. [...] Questo rende i flussi migratori di oggo molto più problematici che in passato. Non riconoscerlo è il migliore regalo che si può fare ai populisti xenofobi del mondo intero...[...]
[...] Il pensiero politically correct dominante tra i tecnocrati, le élite e tanta parte della sinistra, ha continuato a recitare la sua devozione a tutto ciò che è sovranazionale. Tutto ciò che unisce al di là delle frontiere è stato considerato positivo per definizione : trattati di libero scambio, organizzazioni multilaterali. Si è reso omaggio sempre e ovunque alla società multietnica, senza volere ammettere che questo termine in sé non vuole dire niente: "società multietnica" non ci dice qual'è il risultato finale, il segno dominante, il mix di valori che regolano una società capace di assorbire flussi di immigrazione crescenti. Da tempo gli Stati Uniti sono multietnici; lo è l'India; lo è il Brasile; lo è la Russia; lo sono la Turchia e l' Iraq con le loro minoranze armene e curde. E noi, a chi vogliamo assomigliare?

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