L'INSOSTENIBILE FETORE DELLE COZZE
Ogni giorno mi convinco sempre più, che il nostro Paese non ce la possa fare, dal proprio interno, attraverso i normali canali democratici a ripulirsi e a rigenerarsi in un Stato, non dico civile, ma almeno decente.
E' davvero molto difficle che cambi qualcosa del sistema che è sotto i nostri occhi, anzi, questo potere di casta a cui ci siamo abituati, verrà rafforzato dall'alleanza, sempre più solida, tra potere politico, potere economico, potere dell'informazione e pezzi importanti della magistratura.
C'è un' oligarchia trasversale che in barba allo stato di diritto fa quello che vuole e decide tutto per tutti e c'è una maggioranza silenziosa che esprime una cultura dello Stato alternativa, legalitaria che rimarrà sempre marginale. Già lo dicevo, come un'onda, che pur nell'impeto della burrasca, si infrange sempre sullo stesso scoglio per ritornare nel mare.
Come si può fare per spazzare via quello scoglio e con esso tutte quelle cozze che stanno lì avvinghiate e non lo mollano?
Partecipare, certo, ma come, dove e con chi?
Non credo che il problema dell'Italia sia il numero dei partiti, ma la scarsa qualità politica e morale delle persone che li rappresentano.
Il PD, che poteva rappresentare una preziosa occasione di rinnovamento, ci dà invece la conferma che l'autorigenerazione dei partiti è impossibile. Sia a livello nazionale, che a livello locale, la classe dirigente è ancora tutta lì con le stesse facce, la stessa cultura e le stesse prerogative di sempre.
Perciò, semmai qualcosa arriverà a scompaginare questo equilibrio di casta, arriverà da fuori, forse con esiti imprevedibili, ma non certo per caso.
E' tempo per tutti di mettersi al lavoro.

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