LA PROPOSTA CHITI
Cari renziani,
credo
che si possa essere in totale disaccordo con la proposta Chiti, senza per forza scendere nel dileggio rancoroso, forse utile per dare sfogo agli istinti
plebei dei guardiani del Premier, ma inutile per argomentare il perché la
riforma per il Senato proposta dalla Boschi sarebbe migliore della proposta avanzata
da Chiti.
Al dibattito politico servono capacità critica e di pensiero, razionalità e visione, non una teologia esasperata di muggiti informatici. La spocchia risolutiva e perentoria di chi si limita a difendere Renzi senza se e senza ma, non serve a pensare la complessità della politica, né a costruire uno spazio d'azione a Sinistra a partire dal confronto sulla riforma Costituzionale (che non ha alcuna attinenza con la tenuta del Governo, ma che è invece fondamentale per la qualità delle nostre istituzioni e della nostra democrazia).
A mio modestissimo avviso ogni riforma della Costituzione non può non tenere conto del sistema elettorale con il quale verranno eletti i rappresentanti delle istituzioni che si intendono riformare. In tale senso penso che l'Italicum sia pessimo, perché mantiene gli aspetti anticostituzionali del Porcellum (esorbitante premio di maggioranza ad una minoranza e mancanza delle preferenze) mentre comprime il pluralismo (alte sogli di sbarramento per entrare in Parlamento).
Sulla riforma del Senato penso che la riforma proposta da Chiti sia ragionevole, perché va nella direzione di superare il bicameralismo perfetto trasformando il Senato in una Camera di garanzia, salvaguardando il meccanismo democratico della rappresentanza grazie all'elezione diiretta dei senatori da parte dei cittadini.
La proposta Boschi mi pare invece un pastrocchio, perché va nella direzione di superare il bicameralismo perfetto trasformando il Senato in una Camera delle Autonomie con poteri indefiniti, mortificando il meccanismo democratico della rappresentanza grazie alla nomina dei Senatori da parte dei consigli regionali.
Al dibattito politico servono capacità critica e di pensiero, razionalità e visione, non una teologia esasperata di muggiti informatici. La spocchia risolutiva e perentoria di chi si limita a difendere Renzi senza se e senza ma, non serve a pensare la complessità della politica, né a costruire uno spazio d'azione a Sinistra a partire dal confronto sulla riforma Costituzionale (che non ha alcuna attinenza con la tenuta del Governo, ma che è invece fondamentale per la qualità delle nostre istituzioni e della nostra democrazia).
A mio modestissimo avviso ogni riforma della Costituzione non può non tenere conto del sistema elettorale con il quale verranno eletti i rappresentanti delle istituzioni che si intendono riformare. In tale senso penso che l'Italicum sia pessimo, perché mantiene gli aspetti anticostituzionali del Porcellum (esorbitante premio di maggioranza ad una minoranza e mancanza delle preferenze) mentre comprime il pluralismo (alte sogli di sbarramento per entrare in Parlamento).
Sulla riforma del Senato penso che la riforma proposta da Chiti sia ragionevole, perché va nella direzione di superare il bicameralismo perfetto trasformando il Senato in una Camera di garanzia, salvaguardando il meccanismo democratico della rappresentanza grazie all'elezione diiretta dei senatori da parte dei cittadini.
La proposta Boschi mi pare invece un pastrocchio, perché va nella direzione di superare il bicameralismo perfetto trasformando il Senato in una Camera delle Autonomie con poteri indefiniti, mortificando il meccanismo democratico della rappresentanza grazie alla nomina dei Senatori da parte dei consigli regionali.
Eletti contro nominati: le riforme demagogiche sono ingannevoli.
La riforma del Senato proposta dalla Boschi unitamente ad una Camera eletta con l' Italicum va nella direzione di concentrare il potere nelle mani del solo Governo producendo l’illusione dell’efficienza e il rischio della riduzione della democrazia: non penso che il pericolo sia Renzi, ma cosa potrebbe succedere se a vincere le elezioni con il nuovo sistema istituzionale proposto da Renzi fosse uno come Salvini?
"Si sta creando una pericolosa congiunzione tra disincanto democratico e pulsioni populiste. Vogliamo parlarne, prima che sia troppo tardi, e agire di conseguenza?"
La riforma del Senato proposta dalla Boschi unitamente ad una Camera eletta con l' Italicum va nella direzione di concentrare il potere nelle mani del solo Governo producendo l’illusione dell’efficienza e il rischio della riduzione della democrazia: non penso che il pericolo sia Renzi, ma cosa potrebbe succedere se a vincere le elezioni con il nuovo sistema istituzionale proposto da Renzi fosse uno come Salvini?
"Si sta creando una pericolosa congiunzione tra disincanto democratico e pulsioni populiste. Vogliamo parlarne, prima che sia troppo tardi, e agire di conseguenza?"

0 Comments:
Post a Comment
<< Home