IMMIGRATI, FARABUTTI, CAPITALISMO E DINTORNI
Una famiglia arriva da un Paese straniero e prende la residenza per la quale serve il permesso di soggiorno per il quale serve un reddito minimo familiare. Ogni tanto si scopre un traffico di lavori fittizi, ma di solito il capofamiglia del nucleo lavora in (semi) nero, ovvero quanto basta per ottenere il permesso di soggiorno.
Il lavoro (semi) nero comporta che la famiglia abbia un ISEE bassissimo, il che permette al nucleo familiare di accedere ad una serie di benefici pubblici, a cominciare dalla casa popolare, i contributi per le bollette, gli assegni, gli esoneri, eccetera.
Nel frattempo la famiglia "residente" va e viene dal suo paese d'origine, o dalla Francia, o dal Belgio, magari dopo avere sub affittato in nero la casa popolare che però mantiene, perché ufficialmente la famiglia è residente nel Comune anche se abita di fatto all'estero.
Sulla base della legislazione in vigore, cancellare una residenza fittizia è una procedura complicatissima. Il procedimento dura un anno ed in quell'anno i componenti della famiglia non devono essere mai trovati dal Comune. Questa assurdità è nota, per cui è pratica consolidata che la famiglia di immigrati "residente" in Italia, ma che abita all'estero, passi dall'anagrafe almeno una volta all'anno così che il Comune debba ricominciare la procedura di cancellazione da capo.
Nel mentre decorrono gli anni per ottenere la cittadinanza.
Se la famiglia residente ha un parente in età da pensione, può fare il ricongiungimento familiare, così da ottenere la pensione di vecchiaia che poi potrà essere goduta dal beneficiario nel suo paese d'origine. Ovviamente salvo malattie, perché ogni residente ha diritto alle cure gratuite in Italia. Se infine l'anziano pensionato muore all'estero, giacché lo Stato non ha modo di verificarlo d'ufficio, è risaputo che se la famiglia non lo comunica, gli verrà erogata la pensioni anche per molti anni dopo la sua morte.
Ovviamente la responsabilità di tutto questo non è degli immigrati, lo so bene: loro sono solo il mezzo di un sistema che li sfrutta, che li utilizza per abbassare i diritti, che li fa lavorare in nero, che gli affitta la casa in nero in attesa che ci pensi lo Stato, che li spreme e che poi carica i costi di questa spremitura sulla pelle delle classi più deboli.
Negare però che accada tutto questo è sbagliato, miope. E" una posizione ideologica sconsiderata e difenderla è assurdo.
A meno che uno Stato allineato sugli interessi dei farabutti e del capitalismo predatorio non sia diventata una cosa di Sinistra, come pare essere, se si guarda alla politica del PD e del Socialismo europeo.

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