COSCIENZA O LAICITA'
Gentile Onorevole Di Pietro,
sulla sua decisione di lasciare libertà di coscienza sul "Caso Englaro", prendo atto, ma non concordo. Credo che l'IDV debba con coerenza difendere il principio costituzionale della laicità della Stato. La libertà di coscienza e di fede sono fatti personali, diritti riconosciuti a tutti i cittadini nella loro dimensione privata. Diversa è invece la dimensione pubblica di chi sceglie di rappresentare il popolo: a loro spetta il dovere di regolare la vita sociale e civile di tutti, credenti e non credenti, garantendo a ciascuno la propria libertà. Per questo, ogni deputato che sia realmente democratico e liberale, nella sua veste di rappresentante del popolo opera etsi deus non daretur (come se dio non ci fosse).
Penso comunque anch'io che nel caso Englaro le questioni etiche non c'entrino nulla, ma che siano state ignobilmente strumentalizzate per distogliere l'opinione pubblica dalla riforma della Giustizia o per mettere a nudo PD e IDV che su un tema centrale come la Laicità dello Stato non hanno ancora fatto chiarezza e preferiscono posizionarsi sul "ma anche". Questa grave debolezza culturale mi lascia molto perplessa: come è possibile che vi siano ancora tentennamenti quando si tratta di difendere la Laicità dello Stato?

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